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[Il punto] Riscatto laurea per over 45 ma solo senza contributi prima del ’96: non si dovevano liberare posti per i giovani?

Arriva l’estensione del beneficio ma fa discutere lo sbarramento posto a chi ha versato anche col sistema retributivo. Evidentemente i conti e il bilancio, ancora una volta, determinano più di ogni altra cosa

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Estesa la possibilità del riscatto della laurea
Estesa la possibilità del riscatto della laurea

Il famigerato decretone che ha regolato Reddito di cittadinanza e Quota 100 ha introdotto una rilevante novità a proposito del riscatto con lo sconto degli anni di laurea. Ha cioè esteso la possibilità di fruire del beneficio a chi ha più di 45 anni. Bene si dirà. Il provvedimento tuttavia ha sollevato polemiche perché, immediatamente dopo, è stato piantato un paletto decisivo: non possono riscattare gli anni di università coloro che hanno contributi antecedenti al 1996, in sostanza vietato avere una qualche “anzianità contributiva al 31 dicembre 1995”. Ad avviso di qualcuno, in definitiva, siamo di fronte a una vera disparità di trattamento.

Le condizioni

Sì agli over 45, dunque, ma solo a patto che a loro carico non figuri alcuna contribuzione col sistema retributivo. E qui starebbe la motivazione della demarcazione tra chi può e chi non può agire per il riscatto agevolato della laurea. Per il resto occorre precisare che gli anni da riscattare devono essere precedenti al 29 gennaio 2019, allorquando è entrato in vigore il decreto. Mentre i contributi riscattati varranno sia al fine del conseguimento del diritto alla pensione e sia per la quantificazione del trattamento. Come già riferito in altre occasioni si parla di una cifra (agevolata) intorno ai 5.200 euro annui, ulteriormente riducibili in virtù delle detrazioni. La cifra potrà essere corrisposta in un unico pagamento o in un massimo di 60 rate mensili (non inferiori a 30 euro) senza interessi.  Una possibilità sicuramente interessante per chi possa usufruirne.

Sede Inps (Ansa)

L’Inps aveva già pubblicato la circolare per avviare le domande di riscatto con lo sconto sia per quanto riguarda la laurea e sia per quanto concerne periodi (fino a 5 anni) senza copertura contributiva come l’aspettativa non retribuita. Adesso arriva l’estensione del beneficio agli over 45. L’annuncio va salutato in termini positivi , ma certamente fa discutere lo sbarramento posto a chi ha contributi versati prima del ’96.

Penalizzato chi è vicino alla pensione

In questo modo infatti si impedisce di riscattare la laurea ai cittadini che verosimilmente sono più vicini al pensionamento o potrebbero addirittura accedervi utilizzando gli anni di contribuzione aggiuntiva derivanti dal riscatto del periodo universitario. Com’è ovvio in tal modo le casse dell’Inps riceveranno ulteriori versamenti, con la certezza però di non dover sborsare nulla nel breve periodo per ulteriori trattamenti pensionistici indotti dall’esercizio del riscatto. E ciò potrebbe spiegare tante cose. Eppure la logica annunciata tempo fa da vari esponenti politici andava nel senso di favorire l’uscita dei più anziani per liberare posti di lavoro per i giovani. Evidentemente il fatto che l’esborso per una pensione rischi di risultare superiore ai contributi versati da un nuovo assunto ha la sua importanza nelle riflessioni di chi governa. E, altrettanto evidentemente, i conti e il bilancio - ancora una volta - contano più di ogni altra cosa.

 

Ignazio Dessìdi I. Dessì   

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