Riforma pensioni, da quella di garanzia alla flessibilità: ecco le proposte dell’Inps per migliorare il sistema

Si tratta inoltre di tutelare i lavori usuranti e gravosi, di dare garanzie agli over 60 che perdono il lavoro, di rendere più generose Ape sociale e pensionamento dei precoci, ma anche di pensare alle lavoratrici madri. C’è poi il problema delle carriere discontinue e si tratta di coprire i vuoti contributivi

Inps (Ansa)
Inps (Ansa)
TiscaliNews

L’Inps mette sul tappetto le proprie priorità rispetto alla riforma del sistema pensionistico. Questo a fronte di quanto già discusso in proposito da governo e sindacati, in vista del superamento di Quota 100 allo scadere di dicembre 2021. Ormai all’orizzonte sembra configurarsi una realtà costituita da una Quota 102, Quota 41 e la possibilità di uscire con una nuova Quota 100 caratterizzata da soglie diverse da quella attuale e sacrifici sul trattamento. Ciò a fronte della possibilità di lasciare in anticipo il lavoro. L’istituto di previdenza porta a sua volta l’attenzione su quattro fronti ritenuti fondamentali: pensione di garanzia, copertura dei buchi contributivi delle carriere discontinue, tutela lavori usuranti, flessibilità in uscita.

L’Inps – come riassunto in un articolo di Quifinanza.it - sfodera alcune proposte in relazione a

Lavori usuranti, gravosi e disoccupati over 60.

Per questi casi dovrebbero esserci ancora APE sociale e Pensione Precoci, ma rese più generose e strutturali, in maniera da assicurare la necessaria flessibilità.

Pensione minima di garanzia

In modo da garantire un sufficiente trattamento pensionistico a tutti i futuri pensionati. E in particolare alle nuove generazioni che, con le loro carriere precarie e discontinue, difficilmente riuscirebbero altrimenti ad avere assegni decenti.

Copertura vuoti contributivi

Oggi le carriere instabili sono un problema, per cui occorre valorizzare gratuitamente i periodi formativi ai fini pensionistici.

Integrazione montante contributivo in base all’entità della contribuzione

Si tratta in definitiva di adottare un minimo. Questo può avvenire attraverso l’utilizzo di coefficienti incrementali, qualora il lavoratore si trovi sotto una determinata soglia di pensione teorica.

Il presidente dell'Inps Tridico (Ansa)

Pensioni complementari

Si tratta di incrementarle, anche attraverso offerta di strumenti di previdenza complementare da parte di soggetti pubblici.

E inoltre l’Istituto parla di

Sconti contributivi per lavoratrici madri.

Coefficienti di trasformazione fissati al conseguimento dei 60 anni di età.

Flessibilità in uscita

Questo dovrebbe passare per una riduzione dell’età di accesso e attribuzione di un coefficiente più favorevole per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose; divisione della pensione in quota retributiva e contributiva. A 62 anni, con 20 anni di contributi e un importo soglia (come già riportato da TiscaliNews) , si potrebbe ottenere un anticipo pensionistico calcolato soltanto sulla parte contributiva mentre la parte retributiva potrebbe rendersi accessibile a 67 anni, con la possibilità di prevedere anche un’anticipazione da scontare successivamente sulla pensione piena.

Viene inoltre messo in luce l’aspetto critico del sistema rispetto a:

importo soglia. Vengono infatti penalizzate – conclude Quifinanza.it  - vite lavorative caratterizzate da bassi salari e carriere discontinue.

alto tasso di disoccupazione tra i giovani,

gender gap

aumento del requisito di accesso alla pensione anticipata indipendente dall’età, a causa dell’incremento della speranza di vita: il meccanismo rende desueta questa forma di pensionamento.