La riforma del Catasto in eredità al nuovo governo. Ecco cosa succede se sarà confermato il piano Gentiloni

La riforma annunciata dal precedente governo si è arenata. Se ripresa dal nuovo esecutivo moltiplicherebbe il valore delle case nelle grandi città e anche il conto del Fisco

La riforma del Catasto in eredità al nuovo governo. Ecco cosa succede se sarà confermato il piano Gentiloni
TiscaliNews

La riforma del catasto annunciata nella scorsa legislatura, che prevede la convergenza tra fisco e mercato, si è bloccata di fronte all’evidenza che non si potrebbero più applicare le aliquote ora in vigore se non si vuole impoverire ancora di più famiglie e imprese e dare il colpo di grazia al mercato immobiliare già provato. Se le tasse sugli immobili fossero calcolate sui valori di mercato, gli imponibili fiscali a Milano schizzerebbero alle stelle: fino a cinque volte di più in centro, almeno il doppio in periferia, osserva sul Corriere Gino Pagliuca. 

Una materia molto articolata e complessa


Nonostante da Bruxelles arrivi periodicamente la raccomandazione a rivedere il catasto, finora fare la riforma si è rivelato molto complicato. Nella sostanza la materia è molto articolata e complessa, si tratterebbe, in linea generale, di tassare le case secondo il loro effettivo valore. Nelle aree più pregiate e nei centri storici delle città d'arte le case, agli occhi del fisco, varrebbero di più. Al contrario, varrebbero di meno nelle aree periferiche e in quelle degradate. Ora, è evidente che le aree pregiate sono numericamente poche, le altre sono molte di più. Se in una città come Roma, ad esempio, i proprietari delle periferie dovessero pagare meno, questo minor gettito andrebbe compensato da chi ha case molto belle in centro e nelle zone di lusso. Perché uno dei capisaldi della riforma della scorsa legislatura era che il gettito per l'erario doveva rimanere invariato.

Le differenze tra Nord e Sud


Se tutte le case d'Italia fossero tassate secondo lo stesso criterio di aderenza ai valori reali, come promette di fare il nuovo Catasto, non è difficile arrivare alla conclusione che alcune regioni e province, soprattutto ma non solo nel Sud (anche in una parte della Toscana, secondo i calcoli a suo tempo fatti dall'Agenzia delle entrate e in alcune province del Nord) avrebbero una tassazione più bassa.

I difetti dell'attuale sistema.

Partendo dall'assunto che in verità l'Agenzia delle Entrate non fisserà mai i prezzi reali di mercato, ma ci si avvicinerà: ecco un esempio concreto. L'huffingtonpost osserva che oggi il rapporto tra valore fiscale e valore di mercato è in Italia variegato: in alcune aree è di 1 a 3, in altre di 1 a 8 o 1 a 10. La revisione del Catasto dovrebbe far sì che questo rapporto sia uguale dappertutto in Italia. Ma così facendo sarà anche immediatamente chiaro agli occhi di tutti che nel Sud e, in molte aree del centro nord, questo valore è oggi generalmente troppo elevato. Oggi questa disuguaglianza c'è ma è "mascherata" da valori fiscali diversi attribuiti - in tempi differenti e con criteri differenti - in modo più generoso in alcune aree e meno generoso in altre. Insomma, una revisione catastale metterebbe a nudo i difetti già insiti nell'attuale sistema.

Il compito del nuovo governo


Nella legislatura appena avviata chi governerà si troverà di nuovo al bivio, tra mantenere lo status quo perpetuando una situazione di evidente ingiustizia visto che gli estimi in vigore sono la fotografia, già sfocata all’origine, della situazione di trent’anni fa, o cercare i correttivi, molto complicati da escogitare, per rendere i nuovi valori sostenibili.