[L’analisi] Il rialzo dello Spread si "mangia" il reddito di cittadinanza Cinquestelle

Tornare ai livelli del 2012 costerebbe 20 miliardi l'anno, la stessa cifra necessaria per finanziare la principale promessa elettorale di Luigi Di Maio. Chi sottovaluta i rischi derivanti da un rialzo del differenziale tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi commette un grosso errore di ingenuità

Il rialzo dello Spread si 'mangia' il reddito di cittadinanza Cinquestelle
Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

“Cè una cosa che è scesa in valore assoluto negli ultimi anni, è la spesa per interessi che da 83 miliardi nel 2012 dovrebbe scendere nel 2018 a più di 63 miliardi, un risparmio di 20 miliardi in valore assoluto”. Questo l’annuncio fatto a fine gennaio dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Sono passati solo 4 mesi ma sembra sia trascorsa una intera era politica perché nel frattempo lo scenario di fondo si è completamente ribaltato. L’accordo Lega-M5s e l’inserimento di politiche sovraniste nel Contratto di governo hanno riacceso i timori dei mercati finanziari. Lo Spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi è risalito sopra i 180 punti, con un incremento di 60 punti nel giro di poche sedute. Difficilmente la previsione di Padoan per il 2018 si realizzerà.

Andamento dello Spread nel corso dell'ultimo anno

L'allarme di Fitch e le possibili conseguenze 

La conferma che il clima sia profondamente cambiato è arrivata dall’agenzia di rating Fitch che ha lanciato un allarme sul nostro Paese.  Il contratto di governo alla base di un governo Lega-M5s "aumenta i rischi per il profilo di credito sovrano, in particolare attraverso un allentamento di bilancio e un potenziale danno alla fiducia” ha scritto Fitch. Almeno per il momento il downgrade del rating italiano non è arrivato. Restiamo fermi a BBB che, è importante ricordarlo, rappresenta l'ultimo gradino prima che i nostri titoli di Stato diventino Junk Bonds ovvero titoli spazzatura. Se ciò dovesse accadere con molta probabilità la pressione della speculazione finanziaria tornerebbe ai livelli del 2012 e il costo dello Spread (dunqe dei tassi di interesse pagati dal Tesoro sui titoli di Stato) risalirebbe di 20 miliardi euro, più o meno l'importo necessario per varare il reddito di cittadinanza che secondo le stime di Carlo Cottarelli si aggira sui 17/18 miliardi cui bisogna aggiungere i 2 miliardi necessari per la riforma dei Centri dell’impiego.

Berlusconi conosce bene l'importanza dello Spread 

Il rialzo dello Spread manderebbe dunque in fumo la principale misura elettorale dei Cinquestelle. Sarebbe una presa di coscienza importante per chi continua a sottovalutarlo affermando che non deve condizionare la nostra politica. Si tratta di un indicatore che comporta costi reali per lo Stato e che misura il nostro stato di salute. Un po’ come fosse un termometro che misura la febbre. Se sale sopra un certo livello non possiamo fare finta di niente e continuare ad andare avanti come se nulla fosse. Ne sa qualche cosa Silvio Berlusconi, che nel novembre del 2011 dovette abbandonare in fretta e furia Palazzo Chigi sotto i colpi dei mercati finanziari che avevano portato lo Spread fino a 574 punti. Se il Cavaliere fosse rimasto al governo con molta probabilità avrebbe portato il Paese al default. 

Silvio Berlusconi durante il passaggio di consegne a palazzo Chigi con il suo successore Mario Monti

"Salvini e Di Maio giocano con il fuoco" 

Dall’Europa che conta sono già arrivati i primi avvertimenti per i due giovani leader. “State giocando con il fuoco” ha affermato il tedesco Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo e membro della Csu bavarese. “"L'Italia è pesantemente indebitata, azioni irrazionali o populiste potrebbero provocare una nuova crisi dell'euro" ha ricordato prima di concludere facendo un appello a rimanere “nei confini della ragione”. I leader di Lega e M5s riusciranno a non superare la sottile linea rossa che ci porterebbe nel baratro? Nei prossimi mesi lo scopriremo.

Il murales del bacio tra Salvini e Di Maio, l'immagine simbolo della nuova stagione politica che sta iniziando