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Stipendi, ecco chi guadagna di più in Italia e quali sono i settori più ricchi: la classifica dell’Inps. Ma un terzo dei lavoratori sotto i 15mila euro

Il divario di genere resta marcato: uomini: 27.967 euro di retribuzione media, donne: 19.833 euro. Le donne guadagnano il 29% in meno, penalizzate da maggiore incidenza di part-time, contratti precari e qualifiche inferiori.

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Foto di Yan Krukau: https://www.pexels.com/

Il divario salariale nel settore privato italiano resta profondo. L’ultima rilevazione dell’Osservatorio statistico Inps mostra che, nel 2024, su 17,7 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi agricoli e domestici), un terzo non ha superato i 15mila euro annui nonostante una retribuzione media nazionale in crescita. Una fotografia nitida di un mercato del lavoro dove a crescere non sono soltanto i salari, ma soprattutto le differenze. Nel 2024, i lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo con almeno una giornata retribuita sono stati 17.731.002, con una retribuzione media di 24.486 euro e una media di 247 giornate lavorate. La variazione sul 2023 è di +3,4%, ma dentro questo dato convivono forti squilibri: circa il 34% ha guadagnato meno di 15mila euro.

Le retribuzioni: il quadro generale

I 17,7 milioni di lavoratori fotografati dall’Inps mostrano un mercato del lavoro molto polarizzato. Oltre un terzo non supera i 15mila euro annui, mentre solo una piccola quota accede ai livelli più alti di reddito.

Gli extracomunitari, pari al 12,4% del totale, risultano sovra-rappresentati nelle fasce più basse:

  • 15,8% tra chi guadagna fino a 5mila euro

  • 18,7% nella fascia 5-10mila euro

  • 16,4% nella fascia 10-15mila euro

In totale, i lavoratori che hanno guadagnato oltre 80mila euro sono 380.442, di cui solo l’1,6% extracomunitari. Tra chi ha lavorato tutto l’anno (9,5 milioni di persone), oltre 2 milioni restano sotto i 20mila euro.

La differenza tra uomini e donne

Il divario di genere resta marcato: uomini: 27.967 euro di retribuzione media, donne: 19.833 euro. Le donne guadagnano il 29% in meno, penalizzate da maggiore incidenza di part-time, contratti precari e qualifiche inferiori.

Le differenze tra i settori produttivi

I settori con retribuzioni più alte sono quelli ad alta specializzazione o con continuità lavorativa. In cima ci sono finanza, estrattivo, energia. In coda, invece, turismo, intrattenimento, servizi di supporto e istruzione precaria.

Classifica dei settori: chi guadagna di più

1. Attività finanziarie e assicurative

  • 482.857 lavoratori

  • 56.429 euro di retribuzione media

  • 297 giornate retribuite

2. Estrazione di minerali da cave e miniere

  • 38.215 lavoratori

  • 51.530 euro

  • 289 giornate retribuite

3. Fornitura di energia elettrica e gas

  • 88.130 lavoratori

  • 50.015 euro

  • 296 giornate retribuite


Retribuzioni sopra la media

4. Servizi di informazione e comunicazione

  • 636.842 addetti

  • 35.227 euro

  • 260 giornate retribuite

5. Attività manifatturiere

  • 4 milioni di lavoratori

  • 32.487 euro

  • 277 giornate

6. Fornitura di acqua; gestione rifiuti

  • 205.691 lavoratori

  • 30.525 euro

  • 283 giornate

7. Attività professionali, scientifiche e tecniche

  • 629.006 lavoratori

  • 28.855 euro

  • 264 giornate

8. Trasporto e magazzinaggio

  • 1.251.720 addetti

  • 27.199 euro

  • 261 giornate

9. Attività immobiliari

  • 63.885 lavoratori

  • 25.738 euro

  • 261 giornate

Retribuzioni sotto la media

10. Commercio all’ingrosso e al dettaglio

  • 2.608.191 lavoratori

  • 23.577 euro

  • 261 giornate

11. Costruzioni

  • 1.309.595 addetti

  • 22.106 euro

  • 233 giornate

12. Sanità e assistenza sociale

  • 944.300 lavoratori

  • 18.720 euro

  • 257 giornate

13. Altre attività di servizi

  • 506.493 addetti

  • 17.527 euro

14. Noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle imprese

(inclusi lavoratori somministrati)

  • 1.895.590 lavoratori

  • 16.485 euro

  • 220 giornate

15. Istruzione

(supplenti scuola pubblica)

  • 740.578 lavoratori

  • 16.451 euro

  • 215 giornate

16. Attività di famiglie e convivenze

  • 36.452 addetti

  • 16.149 euro

17. Attività artistiche, sportive e ricreative

  • 269.942 lavoratori

  • 15.628 euro

  • 164 giornate

18. Servizi di alloggio e ristorazione

  • 2.020.119 lavoratori

  • 11.233 euro

  • 183 giornate

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