[Il punto] Reddito di cittadinanza: ecco a chi spetta, come averlo e quali obblighi comporta

Quanto possono prendere i singoli e i nuclei familiari, le card e il ruolo delle Poste. Cosa accade dopo la concessione del beneficio. Le tre offerte di lavoro congrue e gli incentivi alle aziende. Tutte le informazioni utili sul nuovo strumento previsto dal governo Conte

In arrivo il Rdc per i nuclei familiari
In arrivo il Rdc per i nuclei familiari

Il governo a trazione Cinquestelle-Lega ha detto sì al Reddito di cittadinanza e  2,3 milioni di famiglie si preparano a farne richiesta. Il beneficio, della durata di 18 mesi rinnovabili, è destinato ai nuclei residenti in Italia da almeno 10 anni (gli ultimi due continuativi) con un Isee sotto i 9.360 euro. Inoltre, esclusa la prima casa, le famiglie non dovranno avere un patrimonio immobiliare superiore a 30mila euro e un patrimonio finanziario superiore a 6mila euro. Ventimila quando si tratta di nuclei numerosi.

L’importo

E’ previsto un assegno fino a un massimo di 780 euro per un singolo, si può arrivare fino a 1.330 euro al mese invece per i nuclei familiari. Per dirla più nello specifico il Rdc ha due componenti: la prima consiste in una integrazione al reddito, l'altra serve a far fronte ai costi dell’affitto o del mutuo. Quindi per una persona singola, con casa in affitto, l'integrazione può arrivare fino a 500 euro mensili, ovvero 6mila euro annui, l'altra parte invece può ammontare a un massimo di 280 euro, ovvero 3.360 euro all'anno.

Quando si tratta di nucleo familiare occorre invece moltiplicare per un coeficiente che arriva fino a 2,1, e che è in funzione della composizione del nucleo familiare. Tale coefficiente aumenta di 0,4 punti per ogni familaire maggiorenne e di 0,2 per ogni minorenne. Per esempio, per un genitore con figlio maggiorenne o coppia di maggiorenni, il coefficiente è pari a 1.4, quindi l’integrazione al reddito può arrivare a 700 euro, poi è possibile aggiungere 280 euro per l’affitto (150 per il mutuo). Nel primo caso, l'assegno leviterà a 980 euro, nel secondo a 850 euro. Come si diceva all'inizio il reddito non potrà in ogni caso superare i 1.330 euro quando si applica il coefficiente più alto (2,1), caso di nucleo familiare composto da quattro maggiorenni, oppure da due maggiorenni e tre minorenni.

Importante: anche chi vive nella prima casa di proprietà può avere in parte la seconda componente di reddito, sempre nel limite di 150 euro al mese, purché stia ancora pagando il mutuo.

I pensionati

E per i pensionati? La pensione di cittadinanza spetta ai nuclei familiari composti da una persona almeno 67enne. L’integrazione giunge a 630 euro. Quando i componenti oltre quell’età sono due l’assegno arriva a 882 euro. A questo può essere aggiunto l'importo di 150 euro per l'eventuale affitto.

Requisiti

Ci sono poi altri requisiti che vanno assolutamente considerati. Nel nucleo familiare non deve figurare alcun intestatario di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc, né di auto immatricolata nei sei mesi precedenti. Nessun motoveicolo superiore ai 250 cc, immatricolato per la prima volta nei 2 anni precedenti, dev’essere intestato a componenti della famiglia e tantomeno imbarcazioni da diporto. Il reddito non può andare inoltre ai componenti di nucleo familiare dove qualcuno si sia dimesso dal lavoro, e questo per i 12 mesi successivi alle dimissioni. Fanno eccezione quelle per giusta causa.  

Sanzioni pesanti sono previste per chi cerca di fare il furbo: si va da due a sei anni di reclusione e si dovrà restituire quanto indebitamente incamerato.

Spesa nel mese successivo

Da tener presente che l’erogazione del “reddito” è prevista a partire dal 27 aprile. Le Card relative verranno consegnate dalle Poste dopo il giorno 5 di ogni mese, e una persona potrà ritirare un massimo di 100 euro. Ulteriore aspetto da tener presente: l’intera somma della carta dovrà essere spesa nel mese successivo, pena un taglio del 10 per cento sulla successiva mensilità.

Chi percepirà il Rdc dovrà poi fornire una piena disponibilità al lavoro. In pratica nel nucleo familiare beneficiario tutti i componenti maggiorenni dovranno sottostare alle proposte di occupazione. Fanno ovviamente eccezione quelli già occupati o che frequentino regolari corsi di studio o formazione, oppure siano pensionati o disabili. Stesso discorso per chi si dedica alla cura di bambini con meno di 3 anni, disabili gravi o persone in stato di non sufficienza.

Cosa accade dopo il riconoscimento del Rdc?

Entro 30 giorni il richiedente verrà convocato dai Centri per l’impiego per siglare il Patto per il lavoro, nei successivi 30 giorni, sarà la volta di tutti gli altri componenti. Tutti dovranno registrarsi sull’apposita piattaforma informatica, ottemperare settimanalmente a un programma di attività e – come ampiamente noto – accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che riceveranno. Se qualcuno dei componenti disattende uno degli obblighi previsti il nucleo perde il beneficio.

Le offerte di lavoro congrue

A proposito del Rdc scatta, come si diceva, un meccanismo che comporta conseguenze sempre più pesanti col passare del tempo e col rifiuto delle prime offerte di lavoro. Infatti per il primo anno viene ritenuta congrua un’offerta entro i 100 km dalla residenza, successivamente sarà considerata congrua l’offerta entro i 250 km. L’ultima, la terza, potrà prevedere un lavoro in qualsiasi parte d’Italia.

Ancora, trascorsi i 12 mesi dal riconoscimento dell’assegno è considerata congrua una offerta entro i 250 km, qualora si tratti della prima o della seconda. Se l’offerta è la terza la destinazione lavorativa potrà essere nell’intero territorio nazionale. Trascorsi 18 mesi il posto di lavoro potrà essere offerto su tutto il territorio italiano anche se si tratta della prima proposta.

Una card

Per i nuclei familiari dove siano presenti dei disabili la distanza massima è 250 km. Si continua a percepire per i primi 3 mesi di lavoro il Rdc quando si accetta un lavoro oltre i 250 km dalla propria residenza. Tale previsione è valida per 12 mesi quando ci siano nel nucleo minori o disabili. I servizi di contrasto alla povertà dei comuni prenderanno in carico casi di beneficiari in situazione di disagio sociale.

A febbraio pronto il sito

Il ministro Di Maio, che del provvedimento in materia ha fatto il punto centrale del suo impegno, ha chiarito che entro il mese di febbraio sarà pronto il sito Internet per inviare la domanda. Si prevede inoltre che nei primi giorni di marzo possano diventare operativi anche gli sportelli delle Poste e i Caf (i Centri assistenza fiscale).

Il Rei (Reddito inclusione)

Gli attuali beneficiari del Rei (Reddito di inclusione) continueranno a goderlo per la durata prevista, ma potranno chiedere il Reddito di cittadinanza. I soggetti non attualmente beneficiari, da marzo, non potranno più chiedere il reddito di inclusione e potranno ovviamente chiedere quello di cittadinanza.

Le 8 ore

I sottoscrittori dei patti hanno l’obbligo di impegnarsi per 8 ore alla settimana negli eventuali progetti di pubblica utilità attivati dai comuni.

Incentivi alle aziende

Le aziende possono stipulare dei Patti di formazione presso il Centro per l’impiego per garantire ai disoccupati un percorso di riqualificazione professionale. A tal fine devono segnalare i posti disponibili sul portale dedicato. Quando l’azienda stabilizza il disoccupato, ha diritto a un incentivo che va dai 5 ai 18 mesi, sotto forma di sgravio contributivo, pari a 780 euro al mese. Nel caso in cui l’assunzione avvenga attraverso una Agenzia per il lavoro o un Ente di formazione lo sgravio verrà diviso a metà.

I tutor

Per l'attribuzione del Rdc saranno fondamentali i tutor, i cosiddetti Navigator, preposti a trovare un’occupazione ai beneficiari. In questi giorni c’è stata più di una polemica sulla loro figura. A tal proposito Di Maio ha assicurato che ne verranno assunti in futuro “10mila in modo stabile". "Li assumeremo subito - ha precisato - faremo dei colloqui, con l'impegno di stabilizzarli con un contratto che riguarda la collaborazione con l'agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro" (l'Anpal).

Lo scontro politico

Lo scontro politico comunque è in atto. L’opposizione parla di “rischio di manovra correttiva” a seguito di misure come il Reddito di cittadinanza e Quota 100 e il vicepremier pentastellato risponde contestando l’approccio pessimistico. "C'è tutta una parte di partiti politici e una parte di istituzioni che fanno parte dell'establishment che tifano affinché l'economia italiana vada male e quindi si debba fare una manovra correttiva lacrime e sangue", ribatte. Il governo invece, spiega ancora, "crede nelle misure approvate: grazie al Reddito di cittadinanza e a Quota 100 si dovrebbero rimettere in circolazione risorse che faranno aumentare l'economia e i posti di lavoro".  Di Maio afferma in conclusione di “non sapere se ci sarà la recessione, ma a maggior ragione se ci dovesse essere, rivendico la scelta di aver già destinato 11 miliardi alla protezione dei più deboli", dichiara. In relazione al paventato referendum contro il reddito di cittadinanza poi non demorde: “Vogliono fare un referendum? Lo facciamo. Vadano avanti”.

Sull’argomento interviene anche Alessandro Di Battista. "Il Referendum sul reddito di cittadinanza è il suicidio più grande che può fare un partito di destra, dico destra, come il Pd", afferma provocatoriamente Dibba da Fazio, a Che tempo che fa.