Stop a Quota 100 col 2021, è beffa per gli esclusi: dovranno lavorare altri 5 o 6 anni

L’esempio è quello di due lavoratori, uno nato a dicembre ’59 e l’altro a gennaio ’60. Il primo potrà andare in pensione a 62 anni, il secondo sarà costretto a scegliere tra un pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi nel 2026 e la vecchiaia con 67 anni e nove mesi, addirittura nel 2029

Quota 100, pericolo beffa (Ansa)
Quota 100, pericolo beffa (Ansa)

Cosa accadrà nel 2021, quando arriverà a conclusione il periodo di sperimentazione di Quota 100? La sorte per chi non riuscirà a salire sul treno dei prepensionamenti sarà inevitabile: lavorare per altri 5 o 6 anni. “Quota 100 fortunatamente andrà ad esaurimento e noi certo non la rinnoveremo. Magari faremo qualche manutenzione. Comunque io non l'avrei mai fatta ", ha dichiarato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a Piazza Pulita su La7. I venti che soffiano non sono quindi favorevoli al mantenimento a oltranza della misura.

E’ vero che in tal modo gli "sfortunati" si assicureranno un assegno pensionistico più sostanzioso, ma la qualità della vita non è detto che ne goda e, sicuramente, ciò sarà vissuto come una beffa amara da un bel po’ di prepensionati mancati.

L'esempio

Coloro che raggiungeranno i requisiti nel 2022 si ritroveranno insomma a dover maturare cinque o sei anni aggiuntivi rispetto ai colleghi che andranno in pensione (con Quota 100) entro dicembre 2021. Per parlare in termini concreti basta ipotizzare – come fa il Sole 24 Ore - la situazione di due lavoratori che hanno lavorato per 38 anni nella stessa azienda. Uno però è nato a dicembre 1959 e l’altro a gennaio 1960. Il primo potrà accedere alla pensione a 62 anni, il secondo sarà costretto a scegliere tra un pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi nel 2026 o il pensionamento di vecchiaia con 67 anni e nove mesi, addirittura nel 2029. Per evitare storture simili sarebbe necessario quindi un intervento di armonizzazione.

Risorse da dirottare

In ogni caso non si sa ancora come il tutto evolverà. Allo stato attuale Quota 100 è confermata anche per il prossimo anno. Il governo, tuttavia, ha ribadito in più occasioni che la novità pensionistica ha sempre avuto finalità temporanea. In altri termini, a leggere il politichese, le risorse attualmente destinate a  consentire di accompagnare alla pensione chi ha 62 anni e 38 di contributi potrebbero essere dirottate benissimo su altri obiettivi. Da considerare a tal proposito che, attualmente, le agevolazioni pensionistiche varate a gennaio valgono circa 48 miliardi di maggiore spesa per il 2019-2028.

Opzione donna e pensione di garanzia giovani

Nel 2020 dovrebbe essere confermata anche Opzione donna, la possibilità per le lavoratrici di lasciare il posto di lavoro a patto di avere 58 anni (se dipendenti) o 59 (se autonome) e 35 anni di contribuzione con il 30 per cento in meno nel trattamento.

Conte e Gualtieri (Ansa)

Per ora si è provveduto a prorogare la misura con la Nadef (Nota di aggiornamento al Def), ma nel governo c’è chi vorrebbe renderla strutturale. Piena conferma anche per Ape social e Fondo previdenziale integrativo, in cui rientrerebbe anche la tanto decantata Pensione di garanzia per i giovani.

La discussione interna

Tornando a Quota 100 comunque si prospetta una discussione interna al governo giallo-rosso. Ci sono infatti dichiarazioni come quella del viceministro allo Sviluppo Economico, Stefano Buffagni (M5S), per il quale “è una misura che ha funzionato e quindi crediamo sia necessario tenerla”.

Che ci sia comunque un problema pensioni è chiaro anche al governo. Il ministro Gualtieri, per esempio, ha spiegato che “la Fornero era tutt'altro che perfetta come riforma, ma concentrare una massa così alta di risorse in una misura che riguarda un bacino relativamente ridotto di persone rispetto ad un paese che non ha risorse illimitate sicuramente non è stata una scelta felice". Tuttavia “è molto complicato e controproducente smontare costantemente quello che c'era prima, soprattutto quando si sono determinati diritti acquisiti, e delle persone stanno andando in pensione. Non è serio cambiare".

In materia la discussione è accesa dentro la sinistra. Il neo leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha chiesto espressamente al Governo Conte di pensarci bene prima di confermare le pensioni anticipate con Quota 100. Mentre il segretario del Partito democratico Luca Zingaretti sostiene invece che la misura non si tocca. Stesso punto di vista del premier Giuseppe Conte, fermo nel proposito di garantire la prosecuzione di Quota 100 per il triennio.

Landini: "Serve modifica vera della Fornero"

Sull’argomento pensioni è chiara la posizione della Cgil. "Per noi il problema è riaprire una discussione vera sulla revisione della Fornero, e Quota 100 non ha modificato la Fornero", spiega Maurizio Landini a Trani, conversando con i giornalisti a margine di una convention sui pensionati. "Per noi - ha aggiunto il segretario generale del più grande sindacato italiano - ci vuole una pensione di garanzia per i giovani, bisogna riconoscere la differenza di genere e quindi un trattamento migliore per le donne e poi, finalmente, riconoscere che i lavori non sono tutti uguali e occorre introdurre una flessibilità in uscita che permetta alle persone di decidere quando andare e, soprattutto, che vengano considerati i lavori più pesanti".

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