[La storia] Addio povertà: il progetto per dare un reddito di cittadinanza universale in cambio dei dati personali

Le informazioni private non sarebbero più regalate a Google e Facebook ma gestite attraverso una piattaforma tecnologica basata sulla blockchain

Addio povertà: il progetto per dare un reddito di cittadinanza universale in cambio dei dati personali
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Una delle notizie più clamorose arrivate negli ultimi giorni dagli Stati Uniti è l’appello di 18 miliardari americani (guidati dal noto finanziere di origini ungheresi George Soros) per aumentare le tasse dei più ricchi. E’ difficile dire se l’iniziativa andrà in porto ma un risultato sicuramente l’ha ottenuto: riportare al centro del dibattito la questione delle disuguaglianze sociali. I 18 miliardari hanno fatto notare che in America lo 0.1% dei più ricchi possiede una ricchezza uguale a quella del 90% della popolazione più povera. Dati confermati anche da Oxfam, la confederazione internazionale di organizzazioni no profit che lottano per riduzione della povertà globale: i 26 uomini più ricchi al mondo posseggono la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale (circa 3,8 miliardi di persone).

L'impatto dell'innovazione sul mondo del lavoro

La rivoluzione tecnologica in corso paradossalmente potrebbe aggravare ulteriormente il problema della disuguaglianza. I progressi esponenziali nel campo dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni metteranno a rischio milioni di posti di lavoro oggi svolti dalla classe media. E ovviamente allo stesso tempo non si fermerà il processo di automazione sempre più spinta dei processi industriali. Tra gli economisti non c’è unanimità su quale sarà l’effettivo impatto in termini numerici. L’unica cosa certa è che le persone espulse dal lavoro saranno milioni e che bisognerà aspettare molto tempo prima che le nuove tecnologie possano ricreare un numero analogo di occupati. La prima rivoluzione industriale del XVIII secolo, giusto per fare un esempio, ha impiegato 70 anni pe recuperare i posti dei lavoro persi con l’introduzione delle prime macchine. 

Il reddito di cittadinanza universale 

Nei prossimi decenni sarà dunque sempre più indispensabile l’introduzione di un reddito di cittadinanza universale. Del tema si è occupato recentemente anche il blog di Beppe Grillo che ha portato in evidenza un progetto rivoluzionario portato avanti da Harmony, una azienda specializzata nello sviluppo della tecnologia blokchain, la stessa che è dietro il Bitcoin e la nuova criptovaluta lanciata da Facebook, Libra. L’idea è molto semplice: ricevere un reddito in cambio dei dati personali. Proposta che potrebbe risuonare alquanto strana e bizzarra dato che oggi li cediamo gratis a Google, Facebook etc. Ma questo è proprio il nodo di tutta la questione: anziché regalare le informazioni sui nostri gusti, preferenze, stili di vita potremmo ricavarne un reddito cedendoli ad Harmony che gestendoli su un sistema tecnologico basato sulla blockchain, li venderebbe agli uffici marketing delle aziende che oggi li acquistano da Mark Zuckerberg e gli altri tycoon della Silicon Valley. 

"Redistribuzione della ricchezza dai monopoli ai cittadini" 

“I dati delle persone, attraverso un sistema sviluppato in blockchain, non monopolizzato da Google e Facebook, possono generare un reddito universale, perché gli inserzionisti e le aziende hanno bisogno di questi dati per le loro campagne e strategie di targeting. Poiché i dati sono il ‘nuovo petrolio’, le persone saranno in grado di guadagnare un reddito supplementare significativo dalla vendita dei loro dati personali. E se tutto ciò avviene su reti decentralizzate piuttosto che su server centralizzati appartenenti a Facebook o Google, un tale sistema consentirebbe una massiccia ridistribuzione della ricchezza dai monopoli al grande pubblico” ha spiegato il cofondatore di Harmony, Nick White. L’idea non solo è realistica ma anche giusta e potrebbe davvero rappresentare una soluzione concreta per affrontare il tema della povertà e della disuguaglianza sociale. La politica dovrebbe semplicemente volerlo.