Dai vincoli alle sanzioni: ecco cosa prevede la procedura per debito

Le principali tappe del risanamento forzato dei conti pubblici. Si attende l'appuntamento con il Consiglio dei capi di stato e di Governo in programma per i prossimi 20 e 21 giugno

Unione europea
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TiscaliNews

Una delle prospettive paventate dalla Ue nei confronti dell’Italia è l’attivazione della procedura per debito. Cosa significa però in termini pratici tale provvedimento che prevede vincoli e sanzioni? In primo luogo ciò vuol dire essere sottoposti al vincolo del rispetto degli obiettivi indicati dall’Unione per quanto riguarda i conti pubblici. Significa subire uno stretto monitoraggio della loro gestione. Il provvedimento che finora non è mai stato applicato prevede inoltre delle tappe fondamentali:

La prima fase

Dopo aver compiuto tutti i passaggi previsti dall'istruttoria della procedura attraverso scambi di pareri tra la Commissione e il Comitato economico e finanziario, la decisione finale sull'apertura della procedura viene presa dal Consiglio dei ministri delle Finanze che può bocciare la raccomandazione della Commissione solo con un voto a maggioranza qualificata.

La seconda fase

Il Paese sotto procedura deve applicare le raccomandazioni di Bruxelles per riportare in linea con le regole Ue deficit e debito entro un massimo di sei mesi attraverso l'adozione di misure già quantificate.

La terza fase

Nel caso in cui il Paese sotto procedura non dovesse rispettare le richieste Ue, scatterebbe un nuovo giro di raccomandazioni che potrebbe contemplare il pagamento di una multa compresa tra lo 0,2% e lo 0,5 del Pil.

La quarta fase

Successivamente, nel caso di continua e grave inottemperanza alle richieste Ue, potrebbe scattare anche la sospensione del versamento dei fondi strutturali. 

La situazione

Ma si arriverà all'applicazione della procedura? Il ritmo assunto sulla questione appare sempre più serrato. Dopo la decisione della Commissione nei giorni scorsi, la riunione degli sherpa martedì, venerdì scorso è  stata la volta dell'Eurogruppo ad appoggiare la posizione di Bruxelles ritenendo giustificata la applicazione della procedura. All'orizzonte resta un appuntamento con il Consiglio dei capi di stato e di Governo in programma per i prossimi 20 e 21 giugno.

Juncker

Dopo le riunioni del 14 tuttavia e, secondo quanto emerso al termine degli incontri, al Governo italiano resterebbe più o meno una settimana di tempo per rispondere ai dubbi dell'Ue sui conti, portando i nuovi elementi che ha promesso. I tempi si starebbero quindi stringendo, perché la Commissione ha bisogno di tempo per valutare i nuovi dati prima di preparare la eventuale raccomandazione di apertura della procedura contro l'Italia sul debito.

Si guarda quindi adesso più specificamente all'ultimo mercoledì di giugno, il 26, come data possibile per adottare la raccomandazione sulla procedura. La quale dovrà poi essere comunque approvata dall' Eurogruppo e dall' Ecofin dell'8-9 luglio.

Cruciale, quindi, sarà il vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi, dove il premier Conte incontrerà il presidente Juncker. Bruxelles ha bisogno di nuovi elementi da valutare, ma non potrà accontentarsi dei risparmi già materializzati sull'attuazione delle misure nel primo semestre dell'anno. Serviranno risparmi maggiori e rassicurazioni concrete sul 2020.