Se i prezzi dei prodotti schizzano alle stelle famiglie e aziende soffrono: la top ten dei rincari

La classifica dolente è stata elaborata dalla Unione Nazionale dei Consumatori. Gli aumenti pesantissimi per le famiglie riguardano non solo i prodotti energetici, come gas, luce e carburanti, ma anche quelli alimentari

Si impennano i prezzi di molti prodotti (Ansa)
Si impennano i prezzi di molti prodotti (Ansa)

In questo periodo di Covid e venti di guerra c’è un altro male che preoccupa i cittadini: l’aumento esagerato dei prezzi di servizi e prodotti. Un'altra pericolosa pandemia che sta mettendo in difficoltà le famiglie italiane più di quanto non appaia al primo colpo d’occhio. Si parla di aumenti pesantissimi dei prezzi non solo riguardo ai prodotti energetici, come gas, luce e carburanti, ma anche agli alimentari.

E’ interessante a questo proposito dare uno sguardo al lavoro fatto dalla Unione Nazionale Consumatori che, sulla base dell'analisi dei dati Istat, ha pubblicato la classifica dei rincari più dolorosi per i bilanci familiari e, spesso, per quelli di molti artigiani e piccole aziende. A raggiungere picchi inimmaginabili - nel mese di gennaio - gas, luce e benzina ma anche la frutta, le verdure, la carne e il latte.

Ma andiamo con ordine e seguiamo le informazioni fornite dalla organizzazione di tutela dei consumatori.

Prodotti non alimentari

A segnare i balzi più alti – fa sapere l’Unione –, conquistando la vetta della classifica dolente tra i prodotti non alimentari, è il gas naturale e di città. La differenza rispetto al prezzo dello scorso gennaio 2020 sarebbe del +62,5%. Immediatamente dietro, l’energia elettrica con un +62,1%. Al terzo posto del podio i carburanti per trasporto, gpl, metano e la ricarica elettrica, col +41,1%.

Molti i rincari dei prodotti alimentari e non (Ansa)

Sempre nelle posizioni alte, poi, il gasolio per riscaldamento (+21%), il gasolio per mezzi di trasporto (+20,2%) e la benzina (+18,9%). Si fanno notare anche gli apparecchi per la telefonia fissa (+17,2%), le macchine per il riscaldamento, i condizionatori (16,2%) ma anche l’aumento dei costi per la revisione dei veicoli che ha trascinato verso l'alto quello di altri servizi collegati.

Rincari notevoli anche per i servizi legati al turismo e alle vacanze (+16%), a partire da alberghi, pensioni e strutture similari.

Prodotti alimentari

Per quanto riguarda invece i prodotti alimentari aumento sprint degli oli diversi da quello d’oliva che realizzano il +19,9% rispetto a un anno fa. Ma anche i vegetali freschi si fanno notare con un +13,5%.  Rincari importanti inoltre per la pasta (+10%), la farina (+6,7%), la frutta (+5,5%) e la margarina (+4,9%).

Schizzano in alto i prezzi dei vegetali freschi (Ansa)

Il balzo più rilevante per la carne lo compiono quelle ovina e caprina (+4,2%), insieme a carne macinata, wurstel e salsicce (+3,6%). Coniglio e carne di cavallo realizzano un +3,4%, mentre il pollame si ferma a +3,2%.

Rincari che fanno male, destinati a incidere sui portafogli delle famiglie, anche per l’olio d’oliva (+3,9%), il pane, lo zucchero (+3,6%), le acque minerali e perfino per le patate (+3,2%).

L’aumento dei prodotti è la conseguenza dell’aumento dei costi energetici e delle materie prime. E potrebbe essere solo l’inizio. Patrizio Podini, fondatore della catena di supermercati Md, in un’intervista recente al Mattino, nell’annunciare che anche i suoi discount dovranno aumentare i prezzi, pur “cercando di contenerli al massimo”, spiegava che “a questo aumento andrà sommato il costo del trasporto”. La morale? “Un chilo di pomodori in scatola costerà almeno il 30% in più. Ma già adesso l’olio di semi è aumentato del 50% e non sono neanche stati trasmessi tutti i prezzi al pubblico. Se la politica non troverà soluzioni intelligenti (in arrivo un intervento da 6/7 miliardi contro il caro bollette, ma senza ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio, ndr) il rischio di trascinare questa incertezza nel 2023 rimarrà forte”.