[Il punto] Le previsioni di Bruxelles sono molto diverse da quelle di Roma. Ecco a quanto dovrebbe salire il nostro deficit

Il nodo della questione resta la crescita economica nei prossimi anni che secondo la Commissione il governo italiano sovrastima

[Il punto] Le previsioni di Bruxelles sono molto diverse da quelle di Roma. Ecco a quanto dovrebbe salire il deficit
Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea assieme al nostro premier Giuseppe Conte
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il conto alla rovescia per l’avvio della procedura di infrazione contro l’Italia da parte dell’Unione europea è già partito. Bruxelles ha rivisto le stime sul deficit italiano e le cifre divergono notevolmente da quelle presentate dal nostro governo. Le differenze non sono di poco conto. Secondo gli economisti comunitari l’Italia non solo non rispetterà i vincoli concordati precedentemente ma addirittura porterà il deficit a superare il 3% stabilito nei parametri di Maastricht.

Le previsioni di Roma 

Prima di entrare nel dettaglio delle stime di Bruxelles è opportuno ricordare le previsioni contenute nella Manovra del Popolo con riferimento al prossimo biennio. Secondo i tecnici del Med il deficit sarà del 2,4% nel 2019 e del 2,1% nel 2010. Per raggiungere questi obiettivi il Pil crescerà dell’1,5% il prossimo anno e dell’1,6% fra due anni.

E quelle di Bruxelles 

Le previsioni sulla crescita sono però il pomo della discordia tra Roma e Bruxelles. Secondo la Commissione le stime del governo del Cambiamento sono eccessive. La crescita realisticamente dovrebbe attestarsi all’1%, massimo all’1,1% sia nel 2019 che nel 2020. Dati in linea con quelli di tutti i principali centri studi economici italiani e internazionali.

Deficit oltre i parametri di Maastricht 

Applicando le stime sull’andamento del Pil nel prossimo biennio calcolate da Bruxelles l’impatto sul rapporto deficit/Pil nel prossimo biennio è devastante. L’anno prossimo si attesterà al 2,9% e nel 2020 salirà addirittura al 3,1% ben un punto percentuale sopra l’attesa del governo gialloverde.

Italia isolata in Europa 

L’ampiezza della forbice tra i dati della Commissione e quelli del nostro governo spiega perché l’Italia sia in Europa di fatto isolata. Non si tratta più di trattare su pochi punti percentuali di differenza ma di una vera e propria voragine che rischia di compromettere la stabilità dell’intera Eurozona. I motivi sono noti da tempo. Il nostro Paese ha sulle spalle il debito pubblico più grande dell’Unione. Il terzo al mondo. Debito che la Manovra del Popolo farà ulteriormente aumentare.

Il monito di Draghi a Tria 

Secondo quanto rivelato da la Repubblica, lunedì scorso il presidente della Bce, Mario Draghi, “al chiuso dell’Eurogruppo” avrebbe esplicitamente ricordato al nostro ministro dell’Economia Giovanni Tria che “un debito elevato e una bassa crescita richiedono un grado di responsabilità che va oltre le norme comunitarie”.

L'errore di Di Maio e Salvini

La situazione dell’Italia è dunque molto difficile. E come giustamente ha fatto notare da Draghi a Tria non si tratta solo del rispetto delle regole europee ma del futuro stesso del nostro Paese. L’errore principale commesso dal governo gialloverde non è stato quello di aumentare il deficit ma di farlo per finanziarie non gli investimenti ma misure che aumentano la spesa corrente con un impatto limitato sulla crescita economica. E senza crescita l’intero impianto previsionale della Manovra del popolo collassa.