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Tridico ribadisce la sua proposta: “In pensione a 64 anni con la sola quota contributiva. Il resto a 67”

Si può anticipare l’uscita ai 64 anni – dice sul Messaggero - ma con diritto alla sola quota contributiva dell’assegno. Poi al compimento dei 67 anni si matura il diritto anche alla retributiva. E ancora: riscatto gratuito della laurea

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Pensioni (Ansa)
Pensioni (Ansa)

In attesa di veder realizzata la maggior flessibilità in uscita di cui tanto si è parlato e che tanto premeva ai sindacati, la certezza è Quota 102. Ovvero la possibilità di andare in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi versati. Nient'altro che un mero aggravio di Quota 100, a ben vedere. Una misura che, a leggere l’intervista di Pasquale  Tridico a Il Messaggero, consentirà l’uscita di appena poche migliaia di persone. Il presidente dell'Inps fa notare inoltre che nel triennio passato, con Quota 100 risulteranno andati in pensione circa 400mila lavoratori, in pratica un numero molto inferiore alle stime iniziali.

Il presidente Inps Pasquale Tridico (Ansa)

Possibile una soluzione di compromesso

Perché non consentire allora una soluzione di compromesso? Per esempio l’uscita a 64 anni col trattamento contributivo? Come già spiegato in altre occasioni, la proposta del presidente dell’ente previdenziale italiano consisterebbe nell’anticipare l’uscita dopo il compimento dei 64 anni ma pagando solo la quota contributiva dell’assegno fino ai 67 anni. Poi al compimento di tale età si prenderebbe anche la quota retributiva.

Riscatto gratuito della laurea

Tridico ha una sua idea anche per quanto riguarda il riscatto della laurea, che dovrebbe essere – a suo avviso – gratuito, perché in tal modo i giovani verrebbero spinti maggiormente a studiare e laurearsi, contribuendo a sostenere le future pensioni.

L’assegno unico per le famiglie

Infine l’assegno unico per le famiglie. Per Tridico si tratta di “una operazione straordinaria” che – fa sapere – ha “portato a 110mila richieste nelle prime 48 ore”. Si tratterebbe tuttavia di “un punto di partenza, non di arrivo” per contrastare il calo demografico del Paese. “Con Banca d’Italia - spiega il presidente dell’Inps - è stato siglato un accordo che garantisce il pagamento tra il 15 e il 22 di marzo a quanti avranno fatto domanda entro il 28 di febbraio”.

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