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[Il punto] Pensioni, doppio colpo sugli assegni più alti: via a taglio e conguaglio da giugno. Ecco chi verrà colpito

I trattamenti sopra tre volte il minimo devono conguagliare la minore rivalutazione applicata da aprile, ma in vigore già nel primo trimestre. Scure sugli assegni oltre 100 mila euro

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Pensionati (Ansa)
Pensionati (Ansa)

Giugno sarà un mese pesante per i pensionati sotto due punti di vista. Prima di tutto è previsto il conguaglio conseguente al taglio della rivalutazione delle pensioni  per chi gode di trattamenti superiori di  tre volte il minimo, ovvero ai 1.522 euro mensili lordi. L’intervento,  che riguarda circa 5,6 milioni di persone, è confermato dall’Inps sul suo sito. "Nel mese di giugno 2019 – vi si legge - viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019".

Regole partite da aprile

Questo perché la nuova disciplina è stata partorita quando l’Inps aveva già pronti i mandati di pagamento delle pensioni del 2019. Di conseguenza le nuove regole sono state attivate da aprile e il recupero dei primi tre mesi è rimasto in sospeso. Il recupero relativo avverrà dunque in unica soluzione sulla rata di giugno. Nulla cambia per i trattamenti fino a 1.500 euro lordi, in pratica circa 1.200 euro netti, per le quali l’incremento di rivalutazione dell’1,1% viene riconosciuto interamente.

Per quelle tra tre e quattro volte il minimo, ovvero fino a 2.030 euro lordi mensili (1.550 netti) la conseguenza è pressoché insignificante visto che l’Istat riconosce il 97%. Sopra questa soglia invece la rivalutazione cala con gradualità, prima al 77%, quindi al 52 e poi al 47 e al 45. Giunge al 40% riguardo ai trattamenti pensionistici sopra i 4.061 euro lordi al mese. Tale riduzione colpisce tutte le pensioni dirette. Sono escluse quelle calcolate per intero col metodo contributivo. Allo stesso modo sono escluse le pensioni corrisposte alle vittime del dovere e del terrorismo, quelle di invalidità e quelle ai superstiti.

Inps (Ansa)

Sforbiciata sulle pensioni d'oro

Inoltre, sempre nello stesso mese, verrà attuato il taglio sulle famose pensioni d’oro per chi percepisce assegni superiori ai 100mila euro annui. Ambedue i provvedimenti sono contemplati dall’ultima legge di Bilancio.

A questo proposito nella circolare del 7 maggio scorso l’Istituto di previdenza ha spiegato le modalità ribadendo che a decorrere dal primo gennaio 2019 e per la durata di 5 anni "i trattamenti pensionistici diretti, complessivamente eccedenti l'importo di 100.000 euro lordi su base annua, sono ridotti di un'aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici".

Le riduzioni

Ma quali saranno le aliquote con cui si attuerà la dolorosa sforbiciata?  La riduzione partirà dal 15% per la quota di importo da 100.000 a 130.000 euro; del 25% per la quota da 130.000 a 200.000 euro; del 30% da 200.000 a 350.000 euro; del 35% da 350.000 a 500.000 euro; fino al 40% per la quota di importo oltre i 500.000 euro.

Ignazio Dessìdi I. Dessì   

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