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[Il punto] Pensioni, da Quota 100 e Opzione donna ad Ape ed isopensione: le 10 possibilità di lasciare il lavoro

Dopo le novità introdotte dal governo Conte diventano molte le modalità per imboccare la via del pensionamento: ecco un sintetico riepilogo

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Molte le possibilità per andare in pensione
Molte le possibilità per andare in pensione

Con le novità introdotte da Quota 100 diventano dieci le possibilità per lasciare il lavoro e iniziare la   vita pensionistica. Vediamo caso per caso quali sono. Cerchiamo di analizzare insomma le 10 vie del pensionamento, alcune delle quali riguardano per altro quello anticipato.

1) Quota 100 per i privati e per i pubblici

Si deve per forza partire con Quota 100. Va detto subito che tale opportunità è stata introdotta in via sperimentale per tre anni, sia per il settore privato che per quello pubblico. Nel settore privato potranno accedere al pensionamento i lavoratori con il duplice requisito dei 62 anni e 38 anni di contribuzione (la somma fa appunto 100). Da precisare che la prima finestra di accesso alla pensione sarà quella del 1 aprile 2019 per chi abbia maturato il diritto entro il dicembre 2018. Poi sono previste altre due finestre mobili (luglio e ottobre). Da tener presente che una volta in pensione non si potranno percepire fino al compimento dei 67 anni redditi da lavoro. Non potranno essere superati i 5mila euro annui quanto a redditi da prestazione occasionale. Si prevedono almeno 190mila pensionandi ma non è detto che tutti facciano domanda. 

Quota 100 per i lavoratori del pubblico

Per i circa 156mila dipendenti del settore statale interessati a Quota 100, la prima finestra utile è prevista invece per il 1 agosto. Potranno usufruirne i dipendenti con i requisiti maturati entro la data di entrata in vigore del decreto. Coloro che acquisiranno i requisiti dopo, avranno diritto al trattamento pensionistico trascorsi sei mesi. Da precisare che per i lavoratori della scuola la prima finestra è fissata a settembre e le domande dovranno essere presentate entro il 28 febbraio. Altra precisazione necessaria: i lavoratori pubblici, secondo quanto annunciato dall'esecutivo, potranno avere immediatamente, a fronte dei 2-3 anni attuali, il Tfs (la liquidazione) fino a un importo massimo di 30mila euro.

2) Opzione donna

La previsione tesa a riconoscere la situazione peculiare delle lavoratrici viene prorogata di un anno. Avendo 58 anni di età e 35 di contribuzione le interessate potranno godere subito del pensionamento. L'assegno sarà calcolato col sistema contributivo e decorrerà dopo 12 mesi. Diciotto mesi nel caso si tratti di lavoratrici autonome.

Sede Inps

3) I lavoratori sottoposti a lavori usuranti

Possono anticipare la pensione a condizioni agevolate rispetto a quelle previste per la generalità dei lavoratori dipendenti, le persone che hanno svolto attività usuranti - ovvero lavorazioni particolarmente faticose e pesanti - previste in un apposito elenco. Dal 2019 al 2026 è richiesta la maturazione di quota 97,6 (età più contributi) con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Quando si parla di lavori usuranti ci si riferisce, per fare un esempio, ai lavori nelle cave, miniere, lavori ad alta temperatura o notturni, alla conduzione di veicoli pesanti, da palombari, del vetro cavo, in spazi ristretti, di asportazione dell’amianto, svolti per un tempo pari ad almeno metà della vita lavorativa, oppure per sette anni negli ultimi dieci. Questo in riferimento alle pensioni decorrenti dal 1 gennaio 2018 in poi.

4) Quelli precoci

Per questa categoria (lavoratori con un anno di contributi prima dei 19 anni) non scatta l’adeguamento all’aspettativa di vita e gli interessati potranno uscire dal lavoro con 41 anni di contributi. L’assegno pensionistico viene calcolato col sistema misto o retributivo ed è erogato dopo 3 mesi dal momento della maturazione dei requisiti.

5) Gli addetti a lavori gravosi

Anche in questo caso è prevista la possibilità di accedere prima alla pensione. Il beneficio può essere ottenuto dai lavoratori che svolgono da almeno sette anni nei dieci anni precedenti il pensionamento un lavoro gravoso. Occorre allegare una dichiarazione dell’azienda da cui risultino i periodi di svolgimento delle attività indicate dall’allegato B del Dm di cui all’articolo 1, comma 153, legge 205/2017, precisando il Ccnl applicato, il livello, le mansioni e il codice professionale Inps se previsto.  Si è in attesa della circolare Inps con le istruzioni applicative.

I requisiti richiesti sono i seguenti: 66 anni di età, oppure 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Anche per questa categoria non scatterà l’adeguamento alla speranza di vita. Le domande vanno presentate telematicamente, attraverso la compilazione di un apposito modulo, all’Istituto  di previdenza sociale. Per gli insegnanti della scuola di infanzia e il personale degli educatori asili nido possibile uno sconto di 5 mesi.

6) Ape social

Prevista anche la proroga per il 2019 dell’Ape social, ovvero della possibilità di prepensionamento, a carico dello stato, per i lavoratori di particolari categorie cui manchino 3 anni al perseguimento dei requisiti. In primo luogo i disoccupati con 30 anni di contributi che abbiano esaurito il diritto alla disoccupazione da almeno 3 mesi, inoltre chi, avendo 30 anni di contributi, assiste familiari conviventi di primo grado con disabilità gravi da almeno 6 mesi, chi abbia una invalidità di almeno il 74% e 30 anni di contributi, e infine coloro che come dipendenti svolgono un lavoro pesante o lo hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi sette (in questo caso però occorre avere almeno 36 anni di contributi). Un’agevolazione è prevista per le mamme che potranno beneficiare di un anno di sconto dei requisiti contributivi per ogni figlio fino a massimo 2 anni.

7) Ape volontario

L’anticipo pensionistico dell'Ape resta. Rimane anche nella versione che vede l’azienda farsi carico degli oneri indipendentemente dal numero di dipendenti e di un accordo sindacale. In tal maniera il lavoratore potrà godere di un trattamento “ponte” per un massimo di 43 mesi in attesa di accedere alla pensione di vecchiaia. Il tutto verrà reso possibile da un prestito bancario da restituire in 20 anni con ratei trattenuti sull’assegno pensionistico. Requisito da tener presente: dalla pensione di vecchiaia dovranno distare al massimo 3 anni e 7 mesi, a goderne potranno essere dunque i lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi.

Pensionati

8) La cosiddetta isopensione

Lo scivolo vale per i lavoratori di aziende con un numero di dipendenti superiore a 15. La possibilità è pensata per le aziende con personale in esubero o intenzionate a rinnovare gli organici. In questo caso il lavoratore sottoscrive un accordo di esodo con relativo prepensionamento a carico dell’azienda. Percepisce cioè un importo mensile corrisposto dall’imprenditore. Fino al 2020 è prevista la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro di 7 anni rispetto alla vecchiaia. Dopo quella data si potrà anticipare solo di 4 anni.

9) La pensione di vecchiaia

Nel 2019 il diritto di lasciare il lavoro per vecchiaia si matura a 67 anni con un minimo di 20 anni di contributi a qualsiasi titolo versati. Scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato compie l’età pensionabile, oppure dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si raggiungono i requisiti richiesti. Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica - come precisa bene l'Inps sul suo portale - è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, fermo restando che, qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro, non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa. Si può invece continuare a svolgere attività di lavoro autonomo. Importante: il lavoratore può valersi della contribuzione maturata a qualsiasi titolo, compresa la contribuzione figurativa.

10) L'anticipazione ex legge Fornero

Nell’anno in corso potrà goderne chi avrà i requisiti dei 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne. La pensione in ogni caso decorrerà dopo tre mesi. Ci si riferisce ovviamente al trattamento pensionistico erogato agli ex lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago), alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi della stessa nonché agli iscritti presso la Gestione separata dell’INPS. Il vantaggio è quello di potervi accedere indipendentemente dall’età anagrafica del beneficiario. Basta solo raggiungere il traguardo contributivo fissato dalla legge. 

Il cumulo dei contributi

In tema di pensionamento non si può evitare di accennare al cumulo dei contributi. Riguarda la possibilità, per chi ha una carriera lavorativa frammentata, di cumulare gratuitamente i contributi previdenziali versati in più gestioni. L’operazione non ha alcun costo. Può rientrare nella previsione anche chi abbia versato contributi alle casse dei professionisti. La misura consente di ottenere un assegno unitario e permette la conservazione delle regole di calcolo proprie di ciascuna gestione.

Pace contributiva e riscatto della laurea

Oltre a ciò è da considerare anche la previsione, nel decreto introduttivo di Quota 100, della pace contributiva per il triennio 2019-2021. In pratica la possibilità di riscattare periodi di vuoto contributivo, non obbligatori, per un massimo di 5 anni e inoltre il periodo di laurea a condizioni agevolate per gli under 45. Il tutto vale solo per chi non abbia versato contributi prima del 31 dicembre 1995 e non sia titolare di pensione. A questo proposito però il governo starebbe lavorando per alzare la soglia di età. Secondo quanto trapelato la modifica potrebbe portare il limite fino a 50 anni. "Siamo in una fase interlocutoria - afferma il sottosegretario Claudio Durigon - ma è una possibilità". Le agevolazioni consistono nella detraibilità del 50 per cento dell'onere in quote annue e nella rateizzazione fino a 60 mensilità. Il riscatto della laurea - secondo quanto ha precisato Durigon - varrà anche ai fini del calcolo del valore dell'assegno pensionistico e non solo per la riduzione degli anni necessari al pensionamento.

La rassicurazione di Durigon

In relazione alle sufficienti coperture per l'intervento pensionistico arriva la rassicurazione del sottosegretario del Carroccio Claudio Durigon. "Non temiamo di sforare il tetto di spesa di Quota 100 - spiega il vice ministro in un'intervista a Repubblica - anche perché abbiamo stanziato 4,7 miliardi per il 2019" e sono stati trovati "800 milioni in più, anche tassando i giochi", rispetto ai 3,9 miliardi previsti nel decreto legge approvato giovedì. Durigon spiega di non aver timori: "La platea rimane la stessa: 350 mila uscite quest'anno, di cui 130mila statali. Abbiamo rifatto i calcoli tenendo conto anche di quanti sceglieranno Ape sociale e Opzione donna, rinnovate per un altro anno".

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
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