Stretta sulle partite Iva: “Una doccia fredda in nome della lotta all’evasione”. Cosa cambia

Addio al regime di tassazione al 20 per cento per le partite Iva con ricavi o compensi compresi tra i 65mila e i 100mila euro. Obbligo del conto corrente e regime analitico per chi ha optato per la flat tax al 15 per cento

Partite Iva (Ansa)
Partite Iva (Ansa)
TiscaliNews

Il decreto legge fiscale collegato al Ddl di Bilancio (esaminato  in via preliminare dal Consiglio dei ministri) introduce delle restrizioni nei confronti delle partite Iva per cercare – come mette in evidenza il Sole 24 Ore – di combattere l’evasione.

In primo luogo viene fatta una croce sulla seconda parte della flat tax, quella per intenderci del regime di tassazione al 20 per cento per le partite Iva con ricavi o compensi compresi tra i 60mila e i 100mila euro, la cui partenza era fissata per il 1 gennaio 2020.

Addio anche al forfait per quei 2 milioni di partite Iva con ricavi o compensi fino a 65mila euro che hanno goduto della flat tax al 15 per cento.

Agenzia Entrate (Ansa)

A questo si aggiunge l’applicazione del regime analitico per chi ha optato per la flat tax al 15 per cento, al contrario di quanto avviene attualmente. In parole povere significa che subentra l’obbligo di determinare il reddito cui applicare la tassa piatta tenendo conto di costi e ricavi. Oggi invece con il forfait imprese e professionisti semplificano tutto senza aver nessun obbligo di tenuta di registri e conti, né di dover conservare le fatture per gli acquisti di beni e servizi.

L'obbligo del conto corrente

Entra in ballo anche l’obbligo del conto corrente per i flussi finanziari dell’attività imprenditoriale o professionale svolta anche per le partite Iva nel forfettario. Ovvero – come specifica il Sole - un conto su cui far transitare esclusivamente versamenti e prelievi dell’azienda o dello studio. A tutto vantaggio dell’amministrazione finanziaria. Si tratta di un escamotage attraverso cui sarà più facile portare avanti i controlli. In sostanza si potranno vedere scorporati da tutto il resto i movimenti economici relativi ad un'attività, che naturalmente potrà essere monitorata dalla Superanagrafe dei conti correnti che avrà accesso ai dati.

"La doccia fredda"

Secondo il quotidiano economico si tratterebbe di “una doccia fredda per l’esercito delle partite Iva in nome di un cambio di rotta all’insegna della lotta all’evasione”. “Quella dell’addio al forfait e dell’introduzione della determinazione del reddito in via analitica delle partite Iva fino a 65mila euro – si legge sul Sole 24 Ore - consentirebbe all’amministrazione di accendere un faro e di rimettere in un circuito virtuoso di potenziali controlli anche i due milioni di professionisti e imprese che per tutto il 2019 non hanno avuto alcun obbligo di rendicontazione e documentazione”.