Quando le parole dei ministri fanno salire lo spread: pagheremo sei miliardi di interessi in più in due anni

La politica e gli effetti su Borsa e titoli di Stato, così il governo ha mosso spread. I calcoli di Cottarelli e dell’agenzia Dbrs

Di Maio, Conte e Salvini
Di Maio, Conte e Salvini
TiscaliNews

Sono stati quattro mesi di parole capaci di muovere i mercati. E' da metà maggio che i messaggi del governo gialloverde arrivano a Piazza Affari con l'effetto di aver fatto impennare lo spread (ai primi di maggio viaggiava a 120 punti base), ossia il differenziale tra il rendimento del Btp decennale e il Bund tedesco, termometro della fiducia sulla capacità dell'Italia di ripagare il debito, il cui costo è aumentato. L'altra conseguenza è di aver spinto all'ingiù le quotazioni, prima di tutto delle banche, che di titoli di Stato hanno pieni i portafogli, e fatto salire i tassi di interesse sui mutui alle famiglie e sui prestiti alle imprese.

I moniti di Draghi e Cottarelli

La Bce e l'Ue lanciano un avvertimento al governo, con Mario Draghi che invita l'Italia a non contare sulla Bce per "finanziare il deficit" e dice di aspettare la manovra dopo tante dichiarazioni che "hanno fatto alcuni danni". Stessa visione di Carlo Cottarelli: " Il governo italiano ha ventilato la possibilità di aumentare il deficit su livelli molto elevati superando il 3% o sfiorando il 3% e lo abbiamo pagato con un aumento dello spread. Quando il governo ha dato messaggi più rassicuranti lo spread è sceso. E potrebbe scendere ulteriormente. Questo dimostra che non c'è una congiura internazionale contro il governo giallo-verde ma solo l'attenzione dei mercati verso un Paese con i conti in bilico".

Quanto ci costano le parole dei ministri

Ma qualcuno ha fatto i conti di quanto ci costano, in termini di aumento dello spread, le dichiarazioni di questo governo. Come scrive La Stampa, i calcoli li ha fatti l’agenzia di rating Dbrs, il cui giudizio sul debito italiano è uno dei quattro considerati dalla Bce per accettare i titoli in deposito a fronte di linee di finanziamento alle banche. L’agenzia ha bene evidenziato come “il rischio politico influenza i costi di finanziamento sovrano dell’Italia” e L’impatto dei maggiori costi sarà maggiore di quanto il governo aveva inizialmente previsto.

I conti

I numeri dicono questo: se i rendimento fossero rimasti stabili, avremo risparmiato 180 milioni di euro all’anno di interessi sui 27,8 miliardi di euro Btp decennali emessi nel 2018 e circa 80 milioni sui titoli a due anni. Altri 180 milioni sono il maggior costo di interessi sui 552.2 miliardi di Bot a un emessi da gennaio a oggi. E così via per tutte le scadenze per un totale, secondo uno studio Teh Ambrosetti con l’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli, per il 2018 di 898 milioni di euro, più altri 5.1 miliardi per il 2019. Cica sei miliardi di interessi in più in due anni

Le parole e lo spread

Di seguito le tappe con le parole e i movimenti dello spread:
- 16 maggio, 151 punti: viene diffusa la bozza, poi smentita, del programma di governo per chiedere alla Bce la cancellazione di 250 miliardi di euro di debito
- 28 maggio, 233 punti: il premier incaricato Giuseppe Conte rinuncia all'incarico dopo le tensioni sul nome di Paolo Savona al ministero dell'Economia
- 29 maggio, record a 300 punti fra le ipotesi di un esecutivo guidato da Carlo Cottarelli, un esecutivo Lega-M5S senza Savona o il ritorno al voto
- 1 giugno: 226 punti. La nascita del nuovo governo con Giovanni Tria all'Economia raffredda le tensioni
- 21 giugno, 238 punti. Nomina di esponenti anti euro alle commissioni parlamentari e dichiarazioni anti Ue del vice premier Matteo Salvini nell'ambito degli sbarchi di immigrati
- 3 agosto, 261 punti. Dopo un luglio tranquillo sotto i 240 punti il differenziale si rinfiamma in attesa di chiarimenti sulle scelte del governo sui conti
- 13 agosto, 280 punti con rendimento oltre il 3%. Pesano le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio che promette una 'dura battaglia' con la Ue sulla manovra e voci di contatti fra governo e Bce per fare fronte alla crisi
- 14 agosto, 269 punti. 'Vertice' telefonico tra il premier Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro dell'Economia Tria per annunciare che il governo prosegue sulla "stabilità delle finanze pubbliche" e la "riduzione del debito".
- 16 agosto, 290 punti. Il vicepremier Salvini dopo il crollo del ponte di Genova afferma: "Sarà il caso di porsi il dubbio se continuare a rispettare i vincoli o mettere davanti a tutto la sicurezza degli italiani. Io scelgo la seconda".
- 21 agosto, 265 punti. Il premier Conte rassicura ancora sul risanamento del debito pubblico mentre l'agenzia di rating Moody's rinvia in autunno il giudizio sull'Italia
- 31 agosto, 290 punti. In serata a mercati chiusi l'agenzia di rating Fitch conferma il rating dell'Italia ma ha cambiato l'outlook da stabile a negativo
- 4 settembre, 265 punti. Il vertice degli esperti economici Lega lancia segnali di tranquillità: pieno rispetto delle regole, anche del 3%, nessuna uscita dall'euro e riforme graduali nell'arco della legislatura
- 5 settembre, 250 punti. Di Maio afferma che la manovra manterrà i conti in ordine e non c'è nessuna contrapposizione con il ministro Tria.
- 12 settembre, 257 punti. M5s in pressing sul ministro dell'Economia in vista della legge di Bilancio: "In manovra ci aspettiamo 10 miliardi per il reddito di cittadinanza o chiederemo le dimissioni del ministro Tria", dicono fonti dei pentastellati.