Opec riduce offerta petrolio e taglia ancora le stime sui consumi

Opec riduce offerta petrolio e taglia ancora le stime sui consumi
di Askanews

Roma, 12 feb. (askanews) - L'Opec ha iniziato l'anno con una consistente riduzione alle sue esportazioni di petrolio, come da impegni presi che tuttavia è stata bilanciata sia dal parallelo aumento della produzione in Usa e altri Paesi avanzati, sia dall'indebolimento dell'economia globale che il cartello degli esportatori guarda con crescente preoccupazione. "La perdita di slancio dell'economia attesa nel corso dell'anno - afferma l'Opec nel suo ultimo rapporto mensile - rende gli sviluppi economici dei Paesi consumatori un fattore rilevante da monitorare".L'organizzazione, che ha sede a Vienna, ha rivisto al ribasso la sua previsione sulla crescita della domanda globale di oro nero, da 1,29 milioni di barili equivalenti sulla media giornaliera a 1,24 milioni.Intanto a gennaio le esportazioni di petrolio complessive dell'Opec sono calate per 797 mila barili, a riflesso di riduzioni da parte dell'Arabia Saudita e di ulteriori erosioni della produzione del Venezuela. La produzione totale dei 14 Stati del cartello si è attestata a 30,81 milioni di barili al giorno. La sola Arabia Saudita, primo produttore globale, ha ridotto il suo output di 350 mila barili, ma tagli hanno riguardato anche Emirati Arabi Uniti e Kuwait. La produzione del Venezuela è calata di 59 mila bariliIl taglio dell'offerta risulta in linea con quanto concordato da Opec e altri grandi produttori non allineati, tra cui la Russia, che ormai da anni mettono in campo una strategia di limitazioni all'offerta volta a evitare i ripetersi del collasso dei prezzi del 2014, quando le quotazioni sfiorarono i 30 dollari al barili. Nel pomeriggio il barile di Brent recupera 1,14 dollari rispetto al fixing precedente, a quota 62,65 dollari. Il West Texas Intermediate guadagna 91 cents a 53,32 dollari.