Sardegna "bianca", Molise e Basilicata "rosse". Come cambiano i colori e le misure da lunedì

L'isola è la prima Regione italiana ad avere indici così positivi. Solinas: "Non sarà un liberi tutti". Restrizioni altrove, e allarme per le varianti Covid

Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna
Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna
TiscaliNews

Da lunedì primo marzo passeranno in area arancione le Regioni Lombardia, Marche e Piemonte e in area rossa le Regioni Basilicata e Molise. La Sardegna passa in area bianca. Lo prevedono le nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia,È intanto in corso il tavolo di confronto tra Ministero della Salute, Iss e Regione Sardegna per definire le modalità attuative del passaggio. La Regione Sardegna ha già preso visione dell'ordinanza firmata dal ministro della Salute, ma adesso il presidente Christian Solinas, che ha già detto che questo non sarà l'inizio di un "liberi tutti" dovrà adottare una sua ordinanza che prevederà riaperture graduali e controllate, e comunque concordate costantemente con il Ministero e il comitato tecnico scientifico.

Cosa accade da lunedì in zona rossa

Ecco, di seguito, un elenco con i principali divieti e norme da seguire e che riguarderanno da Molise e Basilicata: chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle 18 per i bar e fino alle ore 22 per i ristoranti. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Vietati tutti gli spostamenti in entrata, uscita e all'interno della regione e del comune, con l’eccezione di quelli per lavoro, necessità e salute oltre al rientro presso il proprio domicilio o residenza. A scuola, didattica a distanza per la secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni. Tuttavia, con le indicazioni arrivate ieri dal Cts, potrebbero essere inserite nuove misure di contenimento nel prossimo dpcm, il primo del premier Mario Draghi, che entrerà in vigore il 6 marzo. Le indicazioni infatti prevedono la didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, e quindi edifici scolastici chiusi, nelle regioni, province e comuni in zona rossa, nelle zone ad alta incidenza (250 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni) e in tutte le aree dove sono state adottate misure stringenti di isolamento "in ragione della circolazione di varianti virali con alto rischio di diffusività". 

Stop allo sport

Ad eccezione di quello di interesse nazionale dal CONI e CIP. Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale. Sono chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico. 

Le decisioni da prendere per le altre Regioni

Sul resto del territorio nazionale, a cominciare da quello sardo in zona bianca, si ragiona in particolare, sui nuovi orari di chiusura di bar e ristoranti che da lunedì potranno lavorare anche per la cena, e, ovviamente, sull'eventuale slittamento del coprifuoco notturno che comunque resterà. Potrebbero anche riaprire (il condizionale resta d'obbligo) anche scuole e università con lezioni in presenza, così come i musei, teatri, cinema, sale da concerto, centri sportivi al chiuso. Le riaperture saranno decise di volta in volta in base agli esiti di un tavolo di monitoraggio permanente del quale fanno parte il ministero e il comitato tecnico scientifico. Tutti i protocolli attivi dall'inizio della pandemia per contrastare il coronavirus resteranno validi. Ora che la Sardegna è bianca, diventa sempre più concreta l'ipotesi che a chi intende entrare nell'Isola sarà richiesta una certificazione della vaccinazione anti-Covid o di tampone effettuato prima dell'imbarco. Il certificato, però, non dovrebbe essere oggetto dell'ordinanza regionale sulle riaperture ma di una successiva.

Resta l'allarme sulle varianti del virus

Intanto, alla luce dell'aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano, l’Iss avverte: “è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". Sono necessarie, prosegue, ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari.