Muore il re dei bitcoin, ma nessuno conosce la password per accedere a 150 milioni di dollari. La disperazione della moglie

La moglie di Cotten è disperata, così ha deciso di ingaggiare un esperto per cercare di superare i diversi sistemi di protezione e crittografia. Le preoccupazioni dei soci

Gerald Cotten
Gerald Cotten
TiscaliNews

Gerald Cotten è morto prematuramente lo scorso dicembre in India. Il 30enne è stato il fondatore di una delle più importanti piattaforme di Exchange di cripto valute, la QuadrigaCX. Per motivi di sicurezza, pare che il giovane canadese non avesse mai rivelato ad alcuno, nemmeno alla moglie, la password che può far accedere al conto. La somma non è certamente esigua, si tratta di 150 milioni di dollari in criptovalute.

La moglie di Cotten

La moglie di Cotten è disperata, così ha deciso di ingaggiare un esperto per cercare di superare i diversi sistemi di protezione e crittografia. Come riporta Sole24Ore, la donna ha dichiarato sotto giuramento: «Il laptop che Gerry usava per gestire l'azienda è criptato e io non ho idea di dove sia la password. Nonostante le mie diligenti ricerche non ho trovato password o private key da nessuna parte. Ho assunto un esperto di sicurezza altamente qualificato, Chris McBryan, per cercare di recuperare le informazioni. Il Signor McBryan è riuscito a recuperare alcuni dati dai telefoni e da altri pc di Gerry ma non è riuscito ad accedere al computer principale».

Avviata un’indagine

In seguito al decesso di Gerald Cotten è stata infatti avviata un’indagine perché da più parti si è insinuato che il 30enne non fosse realmente morto e che la messa in scena fosse parte di una truffa milionaria. La vedova ha quindi presentato un certificato di morte risultato valido ed è stata allontanato qualsiasi dubbio. Comunque, tutta la vicenda ha assunto le sembianze di un giallo. Anche perché così la moglie non può accedere al conto imbottito di impalpabili bitcoin, le criptovalute al centro dell’impero fondato da Cotten. Molti sospettano che la moglie menta sul decesso del marito Gerald.

Quelli di QuadrigaCX

“Quelli di QuadrigaCX – ha spiegato il Sole 24 Ore - avevano annunciato la morte di Cotten a metà gennaio, raccontando che l'uomo è morto «a causa di complicazioni del morbo di Crohn il 9 dicembre 2018 mentre viaggiava in India, dove stava aprendo un orfanotrofio per fornire una casa e un rifugio sicuro per i bambini bisognosi». Nei giorni successivi, le strane circostanze della morte di Cotten hanno dato vita a diverse accuse relativamente al fatto che la sua scomparsa fosse un falso, col pretesto di una truffa milionaria. La vedova ha però presentato un regolare certificato di morte, e il governo ha confermato che un cittadino canadese è morto in quei giorni in India”.

Una storia assurda

Una storia che ha dell’assurdo e mette in evidenza i limiti di questo mondo monetario digitale. La mancanza di norme mette a repentaglio le risorse degli investitori. Esiste in questo senso qualche precedente. “Uno dei più celebri riguarda – racconta il Solo 24 Ore - la storia di Matthew Moody, 26enne deceduto qualche anno fa. Matthew è morto durante un volo. Il suo aereo a due posti precipitò in un canyon a Chico, in California. Il padre, Michael Moody, sapeva che suo figlio era stato minatore di Bitcoin, pur non conoscendo con esattezza quanti ne avesse minato o come trovarli. Per questa ragione Michael Moody ha trascorso gli ultimi tre anni della sua vita alla ricerca delle risposte. Anche perché il valore di Bitcoin, intanto, era lievitato a dismisura. «Mio figlio – aveva raccontato Michael - è stato una delle prime persone a minare Bitcoin. Ha usato il suo computer di casa per estrarre Bitcoin quando si poteva effettivamente farlo in questo modo e noi crediamo ne potesse avere un paio». Che siano un paio o duecento, purtroppo per Michael, il costrutto non cambia. I Bitcoin non sono ereditabili, perché non ci sono norme che lo regolamentano.