Rivoluzione per le famiglie, nella manovra spunta l'assegno di 240 euro al mese per ogni figlio a carico

Il governo studia ora la possibilità di mettere in campo un nuovo intervento che possa rilanciare consumi e domanda interna, e quindi la crescita

Rivoluzione per le famiglie, nella manovra spunta l'assegno di 240 euro al mese per ogni figlio a carico
TiscaliNews

Una 'rivoluzione' per la famiglia. Dopo avere annunciato, e poi frenato, quella per la sanità e avere promesso quella 'green', con relativo stop and go del decreto clima ancora fermo in rampa di lancio, il governo studia ora la possibilità di mettere in campo un nuovo intervento che possa rilanciare consumi e domanda interna, e quindi la crescita.

L'assegno unico per i figli

In questo modo veranno accompagnati da 0 a 18 anni, riscrivendo completamente gli attuali sostegni alla famiglia e alla natalità e assorbendo, in chiave 'familiare', anche il bonus degli 80 euro. L’assegno unico, che partirebbe dal 2020 (dall’estate più che da gennaio), andrebbe dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni di età240 euro al mese per ciascun figlio, niente male soprattutto per le famiglie numerose. Verrebbero però eliminati assegni familiari, detrazioni e altri bonus (bonus bebè, bonus asilo nido, premio alla nascita).

Bonus figli taglia cuneo per 3,7 mld

La proposta di legge sull'assegno unico familiare "ne prevede la completa decontribuzione, questo implica un vantaggio di riduzione del cuneo fiscale che si aggira intorno ai 4 miliardi - 3,7 per la precisione - ossia la quota sostenuta oggi dalla contribuzione dei datori di lavoro". Così il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico in audizione alla Camera. Attualmente gli assegni familiari "sono sostenuti dalla contribuzione dei lavoratori e solo in parte - il 35% - dallo Stato". Questa quota "con la nuova norma sarebbe defiscalizzata, sostenuta dallo Stato". Si studia anche un aumento del congedo di paternità a dieci giorni. 

Le coperture

La misura costerebbe circa nove miliardi di euro, oltre ad assorbire gli assegni familiari (5,7 miliardi) e le detrazioni per figli a carico (11 miliardi) che, come detto, oggi non arrivano a tutti. Sarebbe prevista una clausola di salvaguardia: nessuno riceverebbe meno di quello che ottiene oggi. Una famiglia con un solo reddito da lavoro dipendente di 35mila euro all'anno e con due figli a carico minorenni avrebbe 1.400 euro di reddito disponibile in più all'anno, in base alle simulazioni del "piano famiglia" o Family Act del Pd di un anno fa. 

Restano gli 80 euro

Una misura che il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, non cita mai in Parlamento, dove esclude invece che il bonus del governo Renzi venga eliminato già con la prossima manovra: "è intenzione del governo - aggiunge avviare una più generale riforma dell'Irpef ma non si può fare nei pochi giorni che ci separano dalla manovra". Ma al momento, precisa, la "priorità" è abbassare "le tasse sul lavoro dipendente". Mentre è escluso qualsiasi intervento sulle badanti: "E' una fake news", dice il ministro liquidando così le voci che vedrebbero le famiglie diventare sostituti di imposta per le badanti che impiegano.

Possibili ritocchi Iva

Il titolare di via XX Settembre torna a parlare anche di Iva. I ritocchi Iva possono "anche costituire un volano a incentivi a forme di pagamento digitale", spiega Gualtieri parlando della moneta elettronica come di un "passaggio fondamentale per la modernizzazione del Paese". I sindaci da parte loro chiedono ad esempio una riduzione dell'Iva al 5% per gli investimenti green, mentre già c'è un ampio dibattito sull'opportunità di abbassare l'imposta su alcuni beni, a partire da pannolini e assorbenti, magari alzandola su alcuni beni di lusso (si fa sempre l'esempio del tartufo). Difficile però un intervento a costo zero. 

Agevolazioni alle imprese innovatrici

Con la manovra "abbiamo cercato di essere quanto più espansivi possibili", ha spiegato Conte ai sindacati, nonostante il quadro internazionale deteriorato e gravido di rischi, e i margini ridotti per la "pesante eredità" delle clausole di salvaguardia sull'Iva, come le ha definite Gualtieri anche in Parlamento. Stesso ragionamento che il ministro aveva già illustrato alle imprese, cui ha assicurato che l'iperammortamento, lo sconto al 250% per le imprese che investono in innovazione e nella trasformazione 4.0, non solo sarà rifinanziato ma sarà anche allargato "agli investimenti che favoriscano la transizione verso l'economia circolare e la sostenibilità ambientale, uno dei grandi assi della nostra politica economica". Per stimolare gli investimenti, pubblici e privati, ci saranno "15 miliardi aggiuntivi nel triennio".