Affitti brevi, ISEE e oro: la Manovra spacca la maggioranza
Il governo rivede molti punti sensibili della Legge di bilancio. Si scatena lo scontro interno su tasse, coperture e perfino sul canone Rai
Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi ha rimesso in movimento un ingranaggio che sembrava bloccato: la Manovra 2026 cambia forma sotto la pressione dei partiti del centrodestra, ciascuno armato dei propri paletti. Per oltre due ore, Giorgia Meloni ha ascoltato richieste, frenate, ripensamenti, cercando di tenere insieme una linea politica che non sfori i vincoli di bilancio. In mezzo al confronto, sono emersi i capitoli più sensibili: affitti brevi, ISEE, oro da investimento, banche, dividendi, Transizione 5.0. È una partita in cui ogni modifica deve avere una copertura certa, e dove anche un dettaglio tecnico può diventare arma politica. Sul tavolo è arrivato anche il tema del canone Rai, portato dalla Lega con un blitz che ha irritato Forza Italia, oltre alle tensioni su condoni, riserve auree e norme transitorie per le imprese. La riunione si è chiusa con la promessa di un nuovo appuntamento “conclusivo”, ma l’impressione è che il vero braccio di ferro debba ancora arrivare in Commissione, dove ogni comma sarà scandagliato e riscritto.
Affitti brevi: cedolare secca e nuova soglia d’impresa
La questione più avanzata è quella degli affitti brevi, su cui il governo sta valutando una parziale retromarcia. La Manovra prevede l’aumento della cedolare secca dal 21% al 26% per tutte le locazioni gestite tramite piattaforme. Ma al vertice è emersa la volontà di “riequilibrare” la norma.
Si ragiona sul mantenimento dell’aliquota al 21% per chi affitta una sola casa, evitando di colpire il piccolo proprietario che integra il reddito. Viene invece confermato il tetto massimo di tre immobili, oltre il quale l’attività diventa impresa a tutti gli effetti.
L’obiettivo politico è quello di ridurre la pressione turistica in città come Roma, Firenze o Milano, dove la concorrenza degli affitti brevi incide sul mercato residenziale, ma senza scatenare una rivolta dei proprietari che dispongono di un solo appartamento.
ISEE e prima casa: soglie più alte per le metropoli
La revisione dell’ISEE è l’altro fronte caldo. La versione bollinata della Manovra esclude dal calcolo della prima casa un valore catastale fino a 91.500 euro, più una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo, ma solo per alcune prestazioni come assegno di inclusione, assegno unico e bonus nido.
Nel vertice si è discusso di alzare la soglia a 100.000 o 120.000 euro, ma solo nelle città metropolitane, dove i valori catastali sono più elevati e la soglia rischia di penalizzare troppe famiglie. Qualsiasi ritocco, però, comporterebbe nuove coperture e il Ministero dell’Economia ha già avvertito: ogni euro modificato va trovato altrove.
Oro da investimento: la tassa che spunta dal nulla
Forza Italia e Lega si trovano insolitamente d’accordo su un capitolo delicatissimo: l’oro da investimento detenuto senza prova del prezzo di acquisto. La proposta è un affrancamento con imposta sostitutiva calcolata sul valore del metallo al 1° gennaio 2026.
FI ipotizza un’aliquota del 13%, pagabile entro il 30 settembre in tre rate; la Lega preferisce 12,5%, con certificazione OAM, assistenza obbligatoria di un professionista e pratica formalizzata.
Senza affrancamento, chi non ha documentazione pagherebbe il 26% sull’intero incasso in caso di vendita. Le stime iniziali da 2 miliardi in tre anni sono state ridimensionate: adesso si parla di qualche centinaio di milioni.
Dividendi, banche e tensioni interne tra i partiti
Sul fronte fiscale, un altro nodo riguarda i dividendi. L’articolo 18 della Manovra limita l’esenzione alle partecipazioni dal 10% in su. Senza modifiche, le holding familiari e i family office avrebbero un aumento della tassazione effettiva. La maggioranza sta valutando due strade: abbassare la soglia al 5% o introdurre un tetto di valore (1 o 2,5 milioni).
Il capitolo più teso resta però quello delle banche. La Manovra prevede un aumento di 2 punti Irap per banche, intermediari e assicurazioni. La Lega punta a una ulteriore maggiorazione dello 0,5%, ma solo per i grandi istituti, destinando il gettito alle forze dell’ordine. Il MEF frena: una pressione eccessiva potrebbe indebolire la competitività del sistema.
Canone Rai, condoni e oro di Bankitalia: scintille nella maggioranza
La Lega ha inserito all’ultimo momento un emendamento per ridurre il canone Rai da 90 a 70 euro, provocando la reazione immediata di Forza Italia. Il partito azzurro richiama la direttiva europea sulla libertà dei media e chiede prudenza. Fratelli d’Italia, invece, insiste su quattro condoni edilizi, mentre Salvini rilancia l’idea di ridurre l’arretrato della PA dando sei mesi agli uffici prima che scatti il silenzio-assenso. A complicare il quadro c’è anche il tema delle riserve auree della Banca d’Italia. Una parte della maggioranza vuole scrivere in legge che l’oro appartiene allo Stato “in nome del popolo italiano”. Dal partito della premier smentiscono qualunque ipotesi di vendita, ma è evidente che la questione pesa simbolicamente sulla partita delle coperture.
Transizione 5.0: imprese in attesa di risposte certe
Sul fronte industriale, il governo ha deciso di riaprire i fondi per gli incentivi 5.0, fissando al 27 novembre la nuova scadenza. Le richieste ammontano a 4 miliardi, ma le risorse sono tre: il Ministero delle Imprese dovrà selezionare solo i progetti realmente avviati. Alle aziende viene offerta la possibilità di scegliere tra il vecchio schema e la nuova Transizione 5.0, prevista dal 1° gennaio come iperammortamento senza decreti attuativi. Confindustria chiede di estendere le scadenze al 31 dicembre per non lasciare investimenti sospesi.
La settimana decisiva e i conti che non si possono toccare
La prossima settimana si terrà la riunione “conclusiva”, ma con una condizione imposta dal MEF: i saldi restano intoccabili. Qualunque correzione dovrà essere finanziata. Il passaggio in Commissione e in Aula definirà la versione finale di misure che influenzeranno casa, risparmio, credito e investimenti già dall’inizio del 2026.


















