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[Il punto] Ecco le modifiche alla legge di Bilancio che l’Europa chiede all’Italia

Bruxelles insiste per interventi sostanziali su quota 100 e reddito di cittadinanza. Il rischio recessione e il riavvicinamento tra Salvini e gli imprenditori potrebbero spingere verso il raggiungimento di un accordo con la Commissione europea

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[Il punto] Ecco le modifiche alla legge di Bilancio che l’Europa chiede all’Italia
Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker

Procede a ritmo serrato e nell’ombra il confronto tra la Commissione europea e il governo italiano sulla Legge di Bilancio. Bruxelles ha presentato a Roma la lista delle modifiche da apportare alla Manovra per evitare l’avvio della Procedura di infrazione. La scadenza è nota da tempo: 19 dicembre. Entro questa data l’accordo dovrà essere necessariamente trovato. Le richieste presentate dall’Europa riguardano in particolare tre ambiti: rapporto deficit/pil, pensioni e reddito di cittadinanza. Vediamole una per una.

Rapporto deficit/pil

Come noto l’obiettivo fissato dal governo per il 2019 è pari al 2,4%. Per Bruxelles un ritocco al 2,2% non è sufficiente. Bisogna scendere sotto il 2%. Tradotto in soldoni significa trovare almeno 8 miliardi di euro, o come tagli alle spese previste o come nuove entrate.

Pensioni

La riforma della legge Fornero è probabilmente la misura più indigesta per la Commissione europea che è contraria a qualsiasi modifica strutturale del sistema pensionistico. La richiesta di Bruxelles è che l’introduzione di quota 100 sia transitoria per 1 anno. In questo modo avrebbe un impatto finanziario limitato nel tempo e potrebbe essere comunque utile per risolvere il problema degli esodati, che ancora rimane. Eventuali estensioni di quota 100 per gli anni futuri dovrebbero essere vincolate al rispetto dei vincoli di bilancio. 

Reddito di cittadinanza

La misura non è invisa alla Commissione europea anche perché l’Italia è uno l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non prevede un ammortizzatore sociale di questo tipo. L’Europa ha però dubbi sul modo in cui il governo intende introdurre lo strumento e vorrebbe prevedere vincoli più stringenti per evitare che possa essere un incentivo al lavoro nero. Timore condiviso anche da molti italiani. Bruxelles vorrebbe poi che ci fosse una razionalizzazione con tutti gli ammortizzatori sociali già esistenti per avere un quadro chiaro e armonico.

Investimenti e apertura verso taglio delle tasse

Come noto una delle armi scelte dal  nostro governo per convincere Bruxelles ad accettare la Manovra è il potenziamento del programma di investimenti. L’Europa tuttavia nutre dubbi sulla nostra effettiva capacità di farli. E’ noto a tutti infatti che il nostro Paese non riesca neanche a sfruttare pienamente i fondi strutturali europei a diposizione. E così la Commissione avrebbe suggerito al nostro governo di dirottare le risorse su un taglio delle tasse, allargando eventualmente la platea della flat tax già prevista per le partite Iva.

Richieste ragionevoli 

Facendo il punto sulle richieste di Bruxelles emerge dunque che non si tratta di “sanguinose” misure di austerity ma di semplici proposte di razionalizzazione degli interventi previsti nella legge di Bilancio. Basterà questo per arrivare all’accordo? La risposta non è scontata perché quota 100 e reddito di cittadinanza sono le due misure simbolo di Lega e M5s e ormai manca poco alle elezioni europee, previste per il prossimo maggio. Senza l’appuntamento elettorale il raggiungimento di un compromesso sarebbe stato molto più semplice.

Rischio recessione spinge verso passo indietro

Tuttavia a spingere verso l’accordo c’è un fatto nuovo che Lega e M5s non avevano considerato: il rallentamento del Pil. Il dato sulla crescita nel terzo trimestre (-0,1%) è stato una doccia fredda. Un segnale inequivocabile che il Paese sta scivolando in recessione. Aprire uno scontro con l’Europa in queste condizioni (ovvero subire l’apertura di una Procedura di infrazione) potrebbe essere un boomerang dagli effetti devastanti. La recente esperienza politica di Renzi dimostra che il consenso politico ormai è molto liquido: cresce velocemente ma con la stessa rapidità può scendere.

Riavvicinamento tra Salvini e il partito del Pil

Il mondo produttivo (il cosiddetto partito del Pil) nell’incontro di Torino della scorsa settimana ha mandato un segnale chiaro al governo. Mai imprenditori e industriali avevano criticato in modo così netto l’operato di un esecutivo. E non è stato dunque un caso che Matteo Salvini sia subito corso ai ripari incontrandoli a Roma. “Per la prima volta da 6 mesi questo governo ci ascolta” ha dichiarato con soddisfazione il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Nelle stesse ore però il M5s scendeva in piazza affianco dei No Tav.

Resa dei conti tra Lega e M5s dopo le europee

E’ evidente a tutti ormai che l’alleanza tra Lega e M5s non sia più solida come nei primi mesi di vita. La spaccatura sui temi economici e sulle infrastrutture è profonda. E questo potrebbe favorire il passo indietro dell’esecutivo nei confronti dell’Europa, necessario per evitare la procedura di infrazione. Tra le due forze di governo la resa dei conti potrebbe arrivare dopo le elezioni europee.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
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