Lagarde mantiene con "mano ferma" la linea monetaria espansiva

Lagarde mantiene con 'mano ferma' la linea monetaria espansiva
di Askanews

Roma, 10 giu. (askanews) - "Mano ferma" (steady hand). E' lo slogan coniato dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, nel cercare di sintetizzare una riunione del Consiglio direttivo che ha mantenuto inalterata l'intonazione fortemente espansiva della politica monetaria, a dispetto della recente accelerazione inflazionsitica.L'istituzione monetaria ha da un lato ha rivisto in meglio le previsioni di ripresa economica sul biennio in corso, dall'altro ha ribadito la valutazione sulla natura transitoria, e destinata a rientrare, si prevede, più avanti, dell'attuale fase di aumento del caro vita inflazionistica.In particolare, la Bce ha confermato a 1.850 miliardi di euro il piano di acquisti di titoli anticrisi Pepp, deciso contro l'emergenza pandemica, così come la scadenza attualmente fissata a fine marzo 2022. "Qualunque discussione su una uscita dal Pepp sarebbe prematura - ha detto -: è semplicemente troppo presto.L'istituzione monetaria ha altresì ribadito che se dovesse riuscire a perseguire i suoi obiettivi senza dover spendere tutta la dotazione del Pepp non sarà necessario usarla tutta, ma che al tempo stesso se si rendesse necessario "ricalibrare" il piano, ad esempio aumentandolo o prolungandolo, sarà pronta a procedere. Un approccio flessibile, quindi."Abbiamo passato molto tempo a discutere le previsioni - ha riferito la presidente - sintetizzerei la riunione con le parole 'mano ferma'". Intanto la Bce ha pubblicato le previsioni aggiornate dei tecnici sull'economia. Sul Pil ora stimano un più 4,6% quest'anno nell'area euro e un più 4,7% nel 2022, mentre nel 2023 l'espansione proseguire ma normalizzandosi al più 2,1%.Sul nodo dell'inflazione, che da alcuni mesi ha ripreso a risalire sospinta dai rincari sulle materie prime e dalle strozzature sulle forniture globali causate dai lockdown i tecnici di Francoforte stimano un aumento all'1,9% quest'anno, ma poi un calmieramento all'1,5% nel 2022 e all'1,4% nel 2023, quindi di nuovo al di sotto degli obiettivi della stessa Bce.Le decisioni, sostanzialmente in linea con le attese, non sembrano aver avuto effetti di rilievo sui mercati. In serata l'euro vira leggermente al ribasso a 1,2173 dollari, mentre le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso. Dopo i calmieramenti di ieri, i rendimenti dei Btp decennali hanno segnato una ulteriore limatura stabili allo 0,80% mentre lo spread, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti segna 105 punti base.Generalmente, secondo gli analisti le fisioligiche divergenze di vedute nel direttorio, vista la dinamica di ripresa, al momento non sono diventate lacerazioni. L'appuntamento più probabile, per eventuali cambiamenti di linea o segnali, sarà la riunione di settembre, mentre su luglio non sono (ad oggi) attese novità.