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[La storia] Putin parla di rischio nucleare ma la vera guerra è tra Cina e Usa e si gioca sulla robotica

I cinesi stanno facendo passi di gigante nella produzione di androidi dotati di intelligenza artificiale e puntano su questa tecnologia per togliere agli americani la leadership mondiale entro il 2025

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[La storia] Putin parla di rischio nucleare ma la vera guerra è tra Cina e Usa e si gioca sulla robotica

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha messo in guardia il mondo sui rischi di un nuovo conflitto nucleare mondiale, riportando indietro le lancette della storia ai tempi della guerra fredda. La realtà però è diversa. La battaglia per la supremazia mondiale si sta giocando su un altro fronte: quello della innovazione tecnologica. E gli sfidanti (la Cina) hanno deciso di sferrare l’attacco decisivo contro gli attuali leader (gli Stati Uniti) varando un piano di supremazia chiamato “Made in China 2025” che punta ad impiegare nell’economia cinese 1,8 milioni di robot, di cui il 70% prodotto in casa, rispetto al 30% attuale. La robotica (assieme all’intelligenza artificiale e all’informatica quantistica) stabilirà chi sarà il vincitore della partita.

I robot sostituiscono gli operai cinesi nelle fabbriche 

Già ora la Cina ha il primato mondiale come numero di robot utilizzati. Solamente l’anno scorso ne ha installato 138 mila, un terzo del totale mondiale. Gli Stati Uniti sono indietro anni luce, fermi ad appena 33 mila unità. E gli effetti di questa corsa ai robot incominciano ad essere evidenti. Emblematico è il caso di Foxconn (il noto produttore taiwanese dei prodotti Apple) raccontato da Guido Santavecchi sul Corriere della Sera. Il colosso fondato da Terry Gou ha ridotto la forza lavoro della catena di montaggio della sua sede cinese a Kunshan, nella provincia di Jiangsu, da 110 mila a 50 mila addetti. Ben 60 mila operai cinesi sono stati sostituiti dall’utilizzo massiccio di robot. “Li usiamo per rimpiazzare i lavori manuali ripetitivi e prepariamo i nostri dipendenti a svolgere mansioni con maggior valore aggiunto, come ricerca e controllo qualità” hanno spiegato i manager dell’azienda. Nel giro di 2 anni grazie all’automazione sempre più spinta Foxconn ha ridotto il numero complessivo di addetti da 1 milione a 873 mila.

L'androide giornalista cinese ha sorpreso il mondo 

Ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare le febbre cinese per i robot non riguarda solamente le catene di montaggio. Gli androidi stanno ormai invadendo ogni tipo di attività anche grazie alla spinta dello Stato che incoraggia e incentiva la diffusione di queste nuove tecnologie. China Construction Bank, una delle quattro maggiori banche commerciali del paese, ha realizzato a Shanghai la prima agenzia completamente gestita da robot. Al recente World Internet Conference di Wuzhen i cinesi hanno sorpreso e meravigliato il mondo presentando il primo androide giornalista. Impiegato dalla agenzia di Stato Xinhua News Agency, grazie alla sua intelligenza artificiale è in grado di leggere notizie in mandarino e inglese. L’agenzia di stato cinese ha orgogliosamente spiegato che può lavorare anche 24 ore consecutive, garantendo un flusso costante di informazioni a costi molto ridotti.


Jia Jia, l'androide più amato dai cinese 

L’androide giornalista è solo l’ultimo robot di una lunga serie. Da tempo i cinesi sono pazzi per BeanQ, l’educatore androide che aiuta i genitori a seguire i figli,  per i robot cuochi sviluppati dallo chef Cui Runguan e soprattutto per Jia Jia, il robot umanoide con le sembianze di una bellissima donna che può addirittura sostenere semplici conversazioni con gli umani e fare alcune espressioni facciali. Secondo il suo creatore grazie ai miglioramenti futuri potrà essere impiegata come cameriera, infermiera o domestica.

I robot da incubo di Boston Dynamics 

E gli americani? Ovviamente non stanno a guardare. I successi sul fronte dell’intelligenza artificiale sono i più evidenti ma anche sulla robotica stanno facendo passi da gigante. A fare notizia è stata in particolare Boston Dynamics, azienda controllata per un certo periodo anche da Google, che ha lanciato modelli di robot che hanno terrorizzato milioni di americani, lasciando intravedere un possibile loro impiego nell’esercito o nelle forze di polizia.


Xi e Trump decisi a combattere fino in fondo 

L’esito della sfida in corso tra i due colossi è incerto perché, come ha spiegato da poco il presidente cinese Xi Jinping, “la Cina vuole sorprendere il mondo con un nuovo miracolo economico”. E perché, sull’altro fronte, il presidente americano Donald Trump non perde occasione per confermare che gli Stati Uniti non hanno nessuna intenzione di cedere il passo. La guerra dei dazi e l’arresto della figlia del fondatore di Huawei (probabilmente l’azienda tecnologica cinese più importante in questo momento) sono solo gli episodi più noti della controffensiva a stelle e strisce. L’unica cosa che già ora si può dire con certezza è che i robot saranno sempre più protagonisti della partita in corso.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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