Sottopagati ed esclusi dall'indennità: la nostra sicurezza dietro lo sciopero degli ispettori del lavoro

"No alla logica del costo zero per le morti bianche". Il 4 marzo i dipendenti di Inl e Anpal incrociano le braccia contro l'atto "inaudito e gravissimo" che li taglia fuori dagli aumenti di stipendio riconosciuti a tutti gli altri ministeriali. Ma il problema è a monte e parla di organico sotto di 2mila unità e Pnrr che dimentica chi lavora nei cantieri

La manifestazione a Cagliari davanti all'Ispettorato del lavoro (Foto Tiscali News)
La manifestazione a Cagliari davanti all'Ispettorato del lavoro (Foto Tiscali News)

Assemblea sindacale per un'ora al giorno fino a venerdì e astensione dal lavoro per l'intera giornata del 4 marzo. I dipendenti dell'Ispettorato nazionale del lavoro e di Anpal non ci stanno: l'esclusione dei lavoratori di queste agenzie proprie del ministero del Lavoro "dall’armonizzazione delle indennità di amministrazione", riconosciute a tutti gli altri dipendenti ministeriali, ha un significato preciso e "inaccettabile" rispetto agli obiettivi strategici sulla lotta al lavoro sommerso e alla sicurezza nei cantieri. Un atto "inaudito e gravissimo", si legge in un comunicato, che porta i sindacati a mettere in campo una serie di iniziative di lotta. 

Stato di agitazione

Le assemblee, innanzi tutto, che hanno preso il via lunedì e che andranno avanti per tutta la settimana dalle ore 10 alle 11 del mattino. Ma il culmine della protesta la si raggiungerà venerdì 4 marzo giorno in cui è stata proclamata una giornata di sciopero. "Il dipendente delle due Agenzie strumentali del Ministero - si legge nel comunicato sindacale dirameto nei giorni scorsi - non riceverà gli aumenti previsti dalla bozza di DPCM", in via di definizione. "Riteniamo di dover attuare una serie di azioni di lotta", è scritto ancora. Misure definite da una lista poderosa di sigle sindacali (F. P. Cgil, Cisl, Fp Uil, Confintesa, Fp Confsal, Unsa, Usb P. I.) tra cui anche la non partecipazione alla formazione, la sospensione dell'utilizzo di mezzi propri per il servizio, compresi i cellulari per la verifica del green pass, e il blocco del lavoro straordinario. L'obiettivo è quello di "riparare allo scempio commesso e reintegrare immediatamente il personale dell’Inl e di Anpal nell’armonizzazione".

Non solo l'indennità negata

In una bozza di Dpcm che si occupa anche dei dipendenti del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è previsto un adeguamento degli stipendi che va dai 1.525 euro lordi annui per i lavoratori A1 F1 fino ai 2.449 per i lavoratori A3 F7. Benefici dai quali gli ispettori di Inl e Anpal sono incomprensibilmente esclusi. 

Risorse per indennità e rinnovamento dotazioni. No alla logica del costo zero nella lotta alle morti bianche

Eppure il contesto nel quale questi dipendenti sono chiamati a operare richiederebbe sforzi imponenti. Se è vero come dice l'Istat che il lavoro sommerso in Italia vede 3 milioni 586 mila lavoratori e lavoratrici fantasma, secondo i dati relativi al 2019. Numeri fragorosi se ad essi viene assegnato un valore economico che si aggira intorno ai 203 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil. A questo si aggiunga tutta la mole di controlli e attività inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, in un Paese che registra valori da stato di guerra: 1.221 morti registrati dall'Inail.

E' chiaro che con questi numeri logica vorrebbe si investisse su tutto l'apparato ministeriale necessario per affrontare una realtà sociale difficile. Le forze di contrasto ai fenomeni descritti, sostengono i sindacati, sono però ampiamente sottodimensionate: 4.500 ispettori distribuiti sull'intero territorio nazionale, circa duemila in meno dei 6.800 previsti a organico completo. Le rappresentanze battono sempre sullo stesso ferro, nella speranza che il nuovo capo dell'Ispettorato, il magistrato Bruno Giordano, scelto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, possa mettere mano alla vexata quaestio. Nel frattempo gli investimenti sono sempre meno e gli obiettivi del Pnrr, scrive Domani, vanno incredibilmente al di là delle missioni fissate per gli ispettori.