Alessandro Benetton: ecco perché ho lasciato la guida dell’azienda di famiglia

Il figlio di Luciano si dedica a tempo pieno a 21 Investimenti fondata nel 1992

Alessandro Benetton: ecco perché ho lasciato la guida dell’azienda di famiglia
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Alessandro Benetton, 53 anni, figlio di Luciano, viene da tutti indicato come l’erede designato. Colui che prenderà le redini del grande gruppo industriale di famiglia, attivo non solo nel settore dell’abbigliamento ma anche delle autostrade e degli aeroporti, quando la prima generazione, quella dei fondatori, si metterà da parte. La storia fino a questo momento ha però fornito indicazioni diverse.

Nel 2012 gli è stata affidata la guida di Benetton con l’obiettivo di rilanciare le attività dell'abbigliamento e della moda ma dopo appena due anni ha deciso di abbandonare e di dedicarsi a tempo pieno alla sua creatura, 21 Investimenti, che aveva fondato nel lontano 1992. Al Corriere della Sera in un lunga intervista ha raccontato le ragioni della scelta e la sua visione del business e della vita

"Non è mai cambiata la voglia di fare l'imprenditore" 

Ho lasciato Benetton “perché non c’erano le condizioni per portare a termine il lavoro richiesto” ha spiegato. “Nel mondo – ha proseguito– è cambiato tutto ma una cosa per me è rimasta sempre la stessa: la voglia di fare l’imprenditore, di mettermi alla prova e di essere indipendente” perché “credo nelle mie idee”.

"Raddoppiato e triplicato il valore degli investimenti di 21"

21 Investimenti è una società di private equity ovvero raccoglie capitali privati da investire in aziende non quotate che hanno ottime opportunità di crescita. Rispetto alle attività di investimento della banche c’è però una grossa differenza ed è lo stesso Alessandro a spiegarla: “Noi ci sostituiamo all’imprenditore, il banchiere questo invece non lo deve fare”. Fino ad oggi i risultati stati positivi. “Certo ho avuto l’aiuto di tutta la mia famiglia che in 21 ha investito – ha raccontato - ma poi ha guadagnato con ottima soddisfazione. Mediamente i progetti che ho promosso hanno raddoppiato o triplicato il loro valore”.

"Il cambiamento va anticipato e governato"

Un mestiere che richiede una grande capacità di interpretare la realtà e anticipare il futuro. “I cambiamenti sono sempre più violenti e dirompenti e non sempre l’imprenditore che ha fondato l’attività riesce a leggerli”. Per il figlio di Luciano la chiave per il successo è la capacità di aprirsi all’innovazione. “Il cambiamento – ha detto – non lo puoi rifiutare. O lo governi e possibilmente lo anticipi o ci sarà comunque. Senza di te”.

"La sostenibilità è un fattore di competitività e valore" 

In questo momento verso quali attività sta volgendo il suo interessi 21 Investimenti? Alessandro non ha dubbi: la sostenibilità. “Segnatevi questo nome: Forno d’Asolo – ha detto al Corriere – alcuni dicono che fa solo brioche ma presto andrà all’estero e dimostrerà uno dei nostri paradigmi: la sostenibilità ovvero l’attenzione all’ambiente, al territorio, alle persone, alle tradizioni è fattore di competitività e valore”.