Seconde case, locate o inabitate: ecco quando si ha diritto alle nuove agevolazioni su Imu e Tari

A partire dal 2021 sono possibili riduzioni e sconti sulle imposte comunali. Non decolla invece l'abolizione della dichiarazione: i comuni la chiedono e va presentata entro il 30 giugno

Seconde case, locate o inabitate: ecco quando si ha diritto alle nuove agevolazioni su Imu e Tari
(Foto Ansa)

E' noto: l'Italia è il Paese delle case di proprietà, la maggior parte delle quali di residenza. Ma è anche un luogo di "seconde case" - al mare o in montagna - dove trascorrere le vacanze estive e il fine settimana o, magari, da mettere a reddito tramite locazione. E non sono poche. Secondo l'ultimo rapporto Gli immobili in Italia, pubblicato dall'Agenzia delle Entrate con riferimento all'anno 2019, nel "Belpaese" ci sono 5 milioni e 556 mila seconde case, pari al 17,2 per cento del totale delle abitazioni. Si capisce bene come questi immobili rappresentino una voce fiscale importante e siano una fonte di finanziamento fondamentale soprattutto per i comuni: su di esse gravano infatti la Tari (Imposta sui rifiuti solidi urbani) e l'Imu (Imposta comunale sugli immobili). Ci sono però dei casi nei quali le abitazioni sono soggette a riduzioni quando non addirittura all'esenzione, circostanze che è bene conoscere soprattutto con i tempi che corrono. 

Quando è possibile usufruire di agevolazioni sulle seconde case? Innanzitutto bisogna dire che lo sconto o addirittura l'azzeramento dell'imposta sono previste in casi specifici, individuati dalla legge. Tra questi troviamo seconde case disabitate, dismesse oppure abitate per pochi mesi all'anno, date in locazione o in comodato, le cui modalità di fruizione sono indicate nei regolamenti comunali adottati in applicazione di norme generali.

Dichiarazione abolita, ma va fatta lo stesso 

La cosa più importante da sapere è che, nonostante il Decreto Crescita (n. 34 del 30 aprile 2019, art. 3-quater) preveda che il "soggetto passivo è esonerato dall'attestazione del possesso del requisito mediante il modello di dichiarazione" (i casi sono quelli dell'immobile dato in comodato gratuito e della locazione a tasso agevolato che vedremo successivamente), i comuni con i loro regolamenti tributari chiedono comunque sempre la dichiarazione per l'agevolazione Imu e Tari, che attesta i requisiti e la cui presentazione va fatta entro il 30 giugno 2021, per le imposte dell'anno appena trascorso, con modulistica fornita dallo stesso Comune.

L'idea del Decreto Crescita, ovvero semplificare le procedure oltreché stabilire agevolazioni ed esenzioni, non è arrivata quindi a destinazione. Complice - così sembra di capire - la difficoltà per i comuni ad accedere alle banche dati degli enti interessati, tra cui quella dell'Agenzia delle Entrate. Circostanza che molto ha da dire sull'informatizzazione reale delle amministrazioni pubbliche.

Agevolazione Imu: ecco i casi 

Vediamo quali sono i casi che danno diritto al beneficio fiscale sull'Imu. Il primo caso è quello delle abitazioni inagibili o inabitabili e quindi non utilizzabili: qui è prevista la riduzione del 50 per cento della base imponibile da dichiarare ai fini Imu. Va da sé che la dichiarazione d'imposta richiesta dal comune dovrà essere corredata dall'attestazione di inagibilità o inabitabilità redatta da un tecnico abilitato. 

Stesso discorso per gli immobili storici o artistici per i quali è prevista la riduzione del 50 per cento, indipendentemente dall’utilizzo come altra abitazione disponibile o dalla concessione in affitto o in comodato a terzi. C'è poi il caso della seconda casa, non di lusso (non compresa nelle categorie catastali categorie A/1, A/8 e A/9), ceduta in comodato a un componente della famiglia entro il 2° grado, nella quale il comodatario abbia la sua residenza abituale e il comodante non sia proprietario di altra abitazione nel territorio italiano, oltre quella, eventualmente, di residenza nello stesso comune. Anche in questo caso, sconto del 50%

Altri beneficiari sono i proprietari di case affittate con contratto a canone concordato, la cui agevolazione prevista arriva addirittura al 75%

Anche i non residenti in Italia possono usufruire di interessanti agevolazioni fiscali, a condizione che siano pensionati nei paesi di residenza: lo stabilisce la Legge di Bilancio 2021 che chiarisce che in questi casi si può godere del dimezzamento dell'Imu e della riduzione dei 2 terzi della Tari, ma per un'unica abitazione in territorio italiano non locata e non concessa in comodato. 

Le norme prevedono anche altri casi particolari, tra cui quello del coniuge separato e affidatario dei figli al quale il giudice assegni la seconda casa di famiglia: in questo caso si potrà usufruire dell'esenzione dall'Imu per la prima casa

Quando non si paga la Tari

Tagli significativi sono previsti anche per la Tari. L'esenzione totale in questo caso è dovuta per le abitazioni, i locali o le aree inutilizzabili, considerate disabitate e nelle quali non risultino attive le utenze (elettricità, acqua, fognature) o gli impianti e in cui quindi non sia possibile produrre rifiuti. Ovviamente tutto andrà comprovato attraverso adeguata documentazione da presentare al comune. Sarà esente dall'imposta anche l'immobile dichiarato inagibile o inabitabile. E, come detto, in questo caso si avrà diritto anche al taglio del 50 per cento sull'Imu