Il futuro del lavoro è nell'hi-tech, l'allarme delle aziende: "Mancano 45 mila tecnici specializzati"

Dal 2019 al 2021 le imprese dell'Ict avranno difficoltà a trovare figure più specializzate. Ecco quali sono e le responsabilità della formazione (carente)

Il futuro del lavoro è nell'hi-tech, l'allarme delle aziende: 'Mancano 45 mila tecnici specializzati'
TiscaliNews

L'evoluzione tecnologica è avviata da anni ma l'Italia stenta ad adattarsi alle richieste dei settori più innovativi. Tra il 2019 e il 2021 si calcola che le sole imprese del settore delle teconologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) avranno bisogno di quasi 45 mila tecnici specializzati. I numeri li ha forniti Unioncamere insieme all'Istat e l'associazione degli industriali li ha elaborati ottenendo la misura di un deficit di intelligenze che andrà a impattare sul mercato del lavoro nei prossimi anni. 

Le figure più richieste

Scrive il Sole 24 Ore che alle stesse conclusioni erano giunti anche gli esperti dell'"Osservatorio delle competenze digitali", condotto da Anitec-Assinform, Aica, Assintel e Assinter Italia, le richieste nel settore è di un numero compreso tra 62.359 tra 88.358 in quello più spinto. E quindi, spiega l'Osservatorio che i lavoratori più ricercati e più difficili da trovare per le aziende saranno gli sviluppatori, 49,1%, i consulenti Ict (16,3 per cento), analisti di sistema (7,5%) e, per il 6,1 per cento, specialisti in media digitali. Ma anche specialisti di big datamachine learningcybersecurity e intelligenza artificiale.

Perché nel nostro Paese abbiamo una tale carenza di professioni definite "del futuro" già da più di 20 anni? Una grossa responsabilità ce l'ha l'inadeguatezza del nostro sistema di istruzione tecnica secondaria (Its). Dice Laura Di Raimondo, direttore Asstel, l’associazione che riunisce le imprese della filiera Tlc, sentita dal Sole 24 Ore, che "le competenze digitali sono l’unico investimento strategico per il lavoro che cambia". E aggiunge: bisogna "ripensare gli attuali modelli educativi: oggi per molte professioni emergenti non esistono percorsi formativi adeguati". 

Il confronto con Gemania e Francia

Se facciamo infatti un confronto con altri Paesi, per esempio la Germania, scopriamo che gli studenti italiani iscritti ai Tecnici sono meno di 20 mila contro i quasi 900 mila Fachhochschule tedesche e i 250mila delle scuole francesi. Numeri ingiustificati se si pensa che 8 diplomati tecnici su 10 trova lavoro entro i 12 mesi dal diploma, secondo quanto dice lo stesso ministero dell'Istruzione.

E non è un caso che, ricorda il giornale milanese, proprio ieri la Corvallais ha annunciato la nascita di un Its all'interno dell'azienda. E allora la domanda che bisogna porsi è perché "Il solo canale di formazione terziaria professionalizzante presente in Italia, nato nove anni fa per formare tecnici altamente specializzati in aree tecnologiche strategiche", è rimasto al palo.