[Intervista] Il consulente finanziario: ecco come affrontare la tempesta finanziaria senza correre troppi rischi

Serve molta cautela con i titoli di Stato e le azioni. Vista la bassa inflazione e il momento particolare restare liquidi non è una scelta sbagliata

[Intervista] Il consulente finanziario: troppa incertezza, i risparmiatori dovrebbero evitare i titoli di Stato italiani

Sui mercati finanziaria l’Italia è tornata al centro dell’attenzione. Lo spread tra i nostri titoli e quelli tedeschi è tornato a livelli che non si vedevano da 5 anni e come nel 2011 qualcuno ha incominciato a prospettare il pericolo che vadano in fumo i risparmi di milioni di italiani. E’ davvero così? Tiscali News ha chiesto un parere al consulente finanziario indipendente, Luca Lixi, fondatore della Lixi Invest.

La crisi finanziaria in corso, con lo spread ormai stabilmente oltre 300 punti, è davvero grave o è la stampa italiana contraria al governo Leg-M5s che usa toni eccessivamente allarmistici?
“Purtroppo la situazione è abbastanza seria. Ma non si scopre oggi. I problemi dell’Italia sono i soliti ormai da anni: scarsa produttività, calo demografico e poco rispetto per le imprese, che sono il motore di una nazione. Anche la Manovra finanziaria del Popolo non incide su questi punti e i mercati ne traggono le loro conclusioni”.

Si potrebbe tornare ad uno scenario simile al 2011 quando l’allora premier Berlusconi gettò la spugna?
“Non credo perché l’attuale governo gode di un grande consenso popolare. A mio avviso lo scontro con l’Europa andrà ancora avanti con conseguenze difficili da prevedere. E’ una partita a scacchi molto delicata. Qualcuno dovrà cedere qualcosa, vedremo chi sarà a farlo. L’unica cosa certa è che non sarà il mercato”.

In questo scenario di profonda incertezza cosa dovrebbe fare un risparmiatore italiano in possesso di titoli di Stato? Dovrebbe venderli o tenerli?
“Faccio una premessa: uno dei consigli principali che do ai miei clienti è di non farsi influenzare eccessivamente dalle notizie di stampa. L’emotività viene danneggiata negativamente e questo porta a scelte sbagliate. Detto questo, a mio avviso un risparmiatore da tempo ormai avrebbe dovuto evitare i titoli di Stato italiani. Da anni i rendimenti sono bassi rispetto al rischio perché i Btp non sono più sinonimo di sicurezza. Il mio consiglio è di 'scaricare' questo tipo di investimento se rappresenta una quota importante dei risparmi complessivi. L’ideale sarebbe avere solo posizioni marginali". 

Anche Piazza Affari sta pagando duramente la crisi in corso, in particolare i titoli bancari. Rappresentano una buona opportunità di acquisto?
“In ottica di diversificazione un po’ di azioni sono importanti ma anche qui con estrema prudenza ed eventualmente privilegiando titoli meno noti ma solidi. Per esempio quelli del listino Ftse Italia Star, dove sono quotate aziende piccole ma molto più rappresentative della vera economia italiana rispetto a quelle del listino principale. Per diversi anni, fino a prima dell’attuale crisi, il Ftse Italia Star ha avuto performance molto interessanti”.

Dato che è meglio evitare i titoli di Stato e che nell’azionario ci vuole prudenza la scelta migliore per il risparmiatore è restare liquido?
“In questa fase di mercato assolutamente sì. L’inflazione è bassa e lasciare i soldi fermi nel conto corrente non comporta perdite importanti. A questo si aggiunge poi il fatto di poter cogliere eventuali opportunità qualora si presentassero. Il mio consiglio è di suddividere la liquidità in più banche, eventualmente anche all’estero. L’apertura di un conto in un paese diverso dall’Italia è assolutamente legale e in certi casi si può fare anche online. Inutile investire in obbligazioni sicure ma che offrono rendimenti bassissimi. Non ne vale la pena”.