I lavoratori dello spettacolo in piazza: ripartire in sicurezza

I lavoratori dello spettacolo in piazza: ripartire in sicurezza
di Askanews

Roma, 23 feb. (askanews) - A un anno dall'inizio della pandemia i lavoratori dello spettacolo manifestano in diverse piazze italiane per chiedere al Governo la ripartenza in sicurezza del settore. Da Napoli e Bologna, da Torino a Firenze, da Genova a Roma centinaia di attori, scenografi, costumisti, direttori della fotografia, ballerini e tecnici stanno dando vita a una protesta promossa dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil per non far morire uno dei comparti che più di altri sta soffrendo gli effetti delle restrizioni.L'iniziativa principale si sta svolgendo al Teatro dell'Opera a Roma con la partecipazione dei leader delle tre confederazioni sindacali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. "Torniamo a fare spettacolo": questo lo slogan scelto dai sindacati che sollecitano l'esecutivo a programmare con urgenza la ripresa dello spettacolo dal vivo e del cinema con i dovuti protocolli sanitari, ma anche ristori, investimenti straordinari attraverso il recovery plan, una riforma organica del settore per garantire tutele e diritti ai lavoratori e la ridefinizione delle modalità di finanziamento del Fus (fondo unico per lo spettacolo).In un anno l'attività cinematografica e il teatro hanno perso oltre il 70% di incassi. Per la musica la percentuale è quasi del 90%. Più in generale, il settore dello spettacolo ha registrato il 70% di eventi in meno con un calo degli ingressi del 72,9% e una spesa al botteghino calata a 623 milioni nel 2020 dai 3 miliardi dell'anno precedente."E' il momento di fare degli investimenti mirati per creare lavoro e anche cultura e coesione sociale - dice Landini - quelli previsti nelle prime proposte che con noi hanno discusso su cultura, spettacolo e turismo devono essere finalizzati. E' il momento di un grande investimento straordinario che non gestisca solo l'emergenza, ma che dia una crescita a tutte queste attività e settori. Questo significa anche discutere dei criteri di assegnazione dei fondi e sostenere tutte le attività che producono cultura e spettacolo, dove c'è una precarietà senza precedenti. Quindi, l'altro tema che chiediamo è affrontare una qualità dei diritti nel lavoro e un sistema di ammortizzatori che sia davvero universale".Furlan sottolinea che "è un momento assolutamente drammatico per il mondo della cultura, dello spettacolo e delle arti, ma anche un momento in cui dobbiamo guardare alle opportunità per salvare questo settore così importante. Anche attraverso il recovery plan noi riusciremo ad avere risorse da investire in un settore importantissimo per il nostro Paese, che è quello della cultura e dello spettacolo. Dobbiamo anche entrare in una logica di investimento nella cultura, che è centrale per il nostro Paese. Ne abbiamo bisogno tutti".Bombardieri aggiunge che il settore della cultura "produce il 6% del Pil. Non possiamo né vogliamo lasciare soli i lavoratori. Chiediamo a gran voce al Governo di impegnarsi con urgenza per riaprire cinema e teatri in sicurezza. Rilanciare il settore dello spettacolo non significa solo restituire a tutti gli operatori del settore sicurezza, reddito e professionalità, ma anche dare spazio alla crescita culturale del Paese. Chiediamo che il Governo, nei progetti del recovery plan, consideri questo settore come asset strategico per il futuro".Vis