[Il punto] La parabola di Renzi non ha insegnato niente a Di Maio e Salvini. Ecco l'errore che pagheranno molto caro

In asta volano i rendimenti dei Bot e continuano ad arrivare bocciature sulla manovra del Popolo. Anche Fitch ha espresso preoccupazioni sulla tenuta dei conti pubblici. I leader del governo del Cambiamento vanno avanti indifferenti liquidando tutto e tutti come semplici burocrati. Ma in politica mancanza di umiltà e testardaggine spesso possono costare caro. Come capitato a Matteo Renzi

[Il punto] La parabola di Renzi non ha insegnato niente a Di Maio e Salvini. Ecco l'errore che pagheranno molto caro
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il governo gialloverde ostenta sicurezza e va diritto per la sua strada ribadendo che la Manovra non cambia ma dai mercati continuano ad arrivare segnali molto preoccupanti sul futuro dell’economia italiana. Nell’ultima asta dei Bot (Buoni ordinari del tesoro) il rendimento è schizzato allo 0,949%. Per capire la dimensione del rialzo è sufficiente citare due dati. A settembre si era attestato allo 0,436%, esattamente un anno fa era stato addirittura negativo (-0,334%). La conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il clima attorno all’Italia è molto pesante.

Sulla Manovra piovono le bocciature 

Anche perché nel frattempo continuano ad arrivare sonore bocciature della Manovra del Popolo. Dopo i giudizi negativi espressi da Fmi, Bankitalia, Corte dei Conti, Ufficio parlamentare di Bilancio, capo economista di Moody’s, è arrivato anche quello di Fitch. La nota agenzia di rating ha espresso preoccupazione per la tenuta dei conti pubblici italiani. L’avvertimento più rilevante riguarda il deficit del 2020 che viene visto al 2,6% rispetto al 2,1 previsto dal governo.

L'importanza delle agenzie di rating

Salvini e Di Maio liquidano le critiche parlando di “giudizi di burocrati”. E’ un grave errore, soprattutto quando arrivano dalle agenzie di rating. E’ vero che in passato hanno subito pesanti attacchi per la loro incapacità di prevedere correttamente il fallimento di Lehman Brothers, ma godono ancora di un peso enorme nell’ecosistema finanziario. Il motivo è semplice: svolgono una funzione vitale per il corretto funzionamento dei mercati. Il loro giudizio rappresenta infatti l’indicatore più importante per valutare l'affidabilità di un debitore.

Italia a due passi dall'abisso 

Le tre principali agenzie (Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch) hanno un giudizio analogo sull’Italia. Siamo solo due tacche sopra il livello di junk bond (titolo spazzatura). Ormai è evidente che già entro la fine di questo mese dovrebbe arrivare un nuovo downgrade e questo ci porta ad un passo dall’abisso. Diventando spazzatura i titoli di Stato italiani non potrebbero essere più acquistati dai fondi di investimento e dalle banche internazionali. Neanche la Bce potrebbe farlo. A vietarlo sarebbero i regolamenti che impongono forti restrizioni sull’acquisto dei titoli più rischiosi.

L'errore che Di Maio e Salvini potrebbero pagare caro 

Liquidare le valutazioni delle agenzie di rating come se fossero semplici giudizi di burocrati ottusi è un errore politico che Di Maio e Salvini potrebbero pagare duramente. Oggi viaggiano con il vento in poppa del consenso elettorale. Ma cosa succederebbe di fronte ad un attacco drammatico della speculazione che mette a rischio i risparmi di milioni di italiani? I ricchi abitanti del Nord che oggi in massa (uno su due secondo i sondaggi più recenti) votano Lega starebbero ancora con il loro “Capitano”?

Renzi come monito per i due leader del Cambiamento 

La vicenda di Matteo Renzi dovrebbe essere un monito per i due giovani leader che oggi guidano il governo. Nel giro di pochi mesi è passato da un consenso superiore al 40% alla cocente sconfitta del 4 marzo. La mancanza di umiltà e la testardaggine non portano bene in politica. Ogni tanto ci vuole un bagno di realismo. Se il mondo intero boccia la Manovra del Popolo quantomeno una riflessione andrebbe fatta.