Generali, Messina: non facciamo operazioni da corsari

Generali, Messina: non facciamo operazioni da corsari
di Askanews

Roma, 26 gen. (askanews) - Il dossier sulle Generali non sarà all'ordine del giorno del cda di Intesa Sanpaolo in programma domani. "Assolutamente no" ha detto perentorio il consigliere delegato dell'istituto Carlo Messina. Ma alla celebrazione a Torino per i 10 anni di Intesa Sanpaolo, il numero uno dell'istituto non ha ignorato il tema Generali togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa."Noi - ha detto - siamo entrati in una storia che nasce da una fuga di notizie che riguarda una serie di analisi strategiche che l'amministratore sta facendo con diverse alternative possibili, è una valutazione che dobbiamo fare e abbiamo deciso di renderlo esplicito in modo molto trasparente perché noi non siamo quelli che fanno operazioni da corsari". "Non saremo mai un'azienda che fa operazioni di crescita esogena se questa comporta una diluizione della forza patrimoniale. Piuttosto - ha chiosato Messina - non facciamo operazioni di crescita esogena".Per la potenziale offerta sul leone di Trieste serve ancora tempo. Il numero uno di Intesa Sanpaolo ha tuttavia nuovamente indicato i paletti per qualsiasi operazione di shopping. "Non saremo mai un'azienda" che fa acquisizioni "se dobbiamo diluire la nostra forza patrimoniale". Una filosofia ribadita più volte, da ultimo nei giorni scorsi nella nota con la quale Intesa ha confermato l'interesse sulle Generali, precisando che l'istituto valuta "regolarmente le opzioni di crescita secondo stringenti criteri di preservazione della leadership di adeguatezza patrimoniale e coerentemente con la politica di creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti".Intanto il risiko della grande finanza italiana registra nuovi rumors e commenti sul futuro del colosso assicurativo italiano. Secondo indiscrezioni riportate da Lettera 43, nella partita per la difesa dell'italianità di Generali sarebbe pronta a scendere in campo anche la Cdp, al fianco di Intesa Sanpaolo. Sotto lo pseudonimo di Occhio di Lince, qualcuno ha scritto oggi sul sito internet che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni avrebbe parlato a lungo della questione con il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti in occasione di un incontro ufficialmente dedicato al tema delle banche e al ruolo di Atlante. Lettera 43 sostiene che i due avrebbero convenuto che Cdp debba svolgere un ruolo più attivo nella vicenda e il presidente e l'Ad della Cdp, Claudio Costamagna e Fabio Gallia, sarebbero già stati interessati.Intanto in Borsa giornata interlocutoria sui titoli coinvolti nel dossier Generali anche se gli scambi restano piuttosto vivavi. A raffreddare gli umori degli investitori le parole del vice presidente di UniCredit, fabrizio Palenzona il quale ha dichiarato che "noi non vendiamo la nostra quota in Mediobanca. Lo ha già detto l'amministratore delegato che è persona seria".Anche per i timori di un imminente ricorso alle urne la giornata sul listino milanese si è orientata sulle vendite. Le generali hanno mantenuto l'intonazione positiva con un progresso di quasi mezzo punto percentuale e volumi ancora consistenti, quasi l'1% del capitale passato di mano, portando così a oltre il 9% la quota di capitale scambiata da lunedì. In calo soprattutto Mediobanca su realizzi. Il titolo di Piazzetta Cuccia è sceso del 3,20%. Intesa Sanpaolo ha registrato una flessione superiore al 2% mentre UniCredit ha limitato il calo a poco più di mezzo punto percentuale con volumi consistenti, oltre il 2% del capitale passato di mano.