Equitalia non ce la fa: gli 800 miliardi che non riuscirà mai a recuperare. L'identikit dei debiti degli italiani

Il rapporto, critico, dell'amministratore delegato dell'ente di riscossione: "Che senso ha provare a prendere debiti di oltre 15 anni fa?"

Cartelle Equitalia, un continuo mordi e fuggi
Cartelle Equitalia, un continuo mordi e fuggi
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Il magazzino, come lo chiamano i tecnici del Fisco, è di quelli pensantissimi. Questione ormai in gran parte impossibile da risolvere. Lo ha ammesso l'amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, durante la sua audizione in commissione Finanze della Camera. Il carico di debito da recuperare affidato alla società che più spaventa gli italiani, dal 2000 al 2016 ammonta a 817 miliardi di euro. Secondo Ruffini "la quota su cui azioni di recupero potranno ragionevolmente avere più efficacia è di 51,9 miliardi". Meno di un decimo del totale. L'ad ha aggiunto che "oltre il 43% è difficilmente recuperabile, ci sono 147,4 miliardi dovuti da soggetti falliti, 85 da persone decedute e imprese cessate, 95 da nullatenenti".

Ricorsi e tentativi andati a finire male

Come mai una torta così ricca di debiti incagliati si riduce in minimi termini? Lo spiega Ruffini: per "30,4 miliardi la riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell'autorità giudiziaria". Da 817 si scende così a 459,2 miliardi di cui oltre il 75%, 384,4 miliardi, si riferisce a contribuenti" rispetto ai quali Equitalia "ha già tentato invano in questi anni azioni di riscossione". Missione fallita, dunque. Restano poi 26,2 miliardi di euro di cartelle che vengono pagate un po' alla volta, a rate. L'ulteriore residuo di 84,6 miliardi ne contiene 32,7 su cui non è possibile fare niente "per effetto delle norme a favore dei contribuenti".

L'identikit dei debiti degli italiani

Lo stesso amministratore delegato di Equitalia ha poi osservato in modo critico: "Servirebbe una riflessione in ordine alle ragioni per le quali nel 2017 ancora si discuta della possibilità di riscuotere somme iscritte a ruolo dagli enti impositori oltre 15 anni fa". Italiani popolo di evasori? Vero, ma i grandi patrimoni sospetti e le cifre più importanti evase divengono difficilmente rintracciabili tra giri contabili all'estero e nascondigli in paradisi fiscali. Mentre risulta che "il 74% dei contribuenti ha debiti sotto i 5 mila euro". Più in dettaglio, i debiti entro i 1500 euro sono il 20,4% del totale. Appena il 5% degli italiani "tracciabili" ha pendenze col fisco per somme tra i 50 e i 100 mila euro. 

Dove è arrivata Equitalia

Fin qui le difficoltà a recuperare i soldi di tasse e imposte, ma che obiettivi ha raggiunto l'agente riscossore? Secondo il rapporto presentato da Ruffini, dal 2008 ad oggi Equitalia ha recuperato 116 miliardi di euro. Nel 2016 degli oltre 16 miliardi di euro individuati, più della metà proviene da posizioni con debiti superiori a 100 mila euro e quasi il 10% da posizioni con debiti da 50 mila a 100 mila euro. Anche il ricorso alla rateizzazione aiuta la riscossione, sono arrivati così 4,69 miliardi di euro nelle casse dello Stato.