[L’analisi] I dati sulla spesa delle famiglie italiane dimostrano che la flat tax sarebbe un grave errore. Ecco perché

Dal rapporto Istat sui consumi  nel 2017 è emersa una crescita delle diseguaglianze tra ricchi e poveri. Un abisso divide il Nord dal Sud

[L’analisi] I dati sulla spesa delle famiglie italiane dimostrano che la flat tax sarebbe un grave errore. Ecco perché
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Uno dei dati economici più importanti per capire lo stato di salute di un Paese è il livello dei consumi. L’Istat ha reso noto che nel 2017 la spesa media delle famiglie italiane ha raggiunto 2564 euro al mese con un progresso dell’1,6% rispetto al 2016. Il dato pur se in crescita per il quarto anno consecutivo è rimasto inferiore al quello del 2011 quando si era attestato a 2640 euro. Segnale inequivocabile che nonostante i progressi degli ultimi anni il Paese non ha ancora completamente smaltito gli effetti della più grande crisi economica del dopoguerra.

Divario tra Nord e Sud 

Dai dati dell’Istituto nazionale di statistica è emerso anche un grande divario tra le varie aree geografiche del Paese. Nel Nord Ovest le famiglie hanno speso mediamente 2.875 euro al mese, quasi 900 euro in più che nelle Isole dove i consumi si sono fermati a 1983 euro. Il divario è rimasto sostanzialmente stabile e pari al 45% in termini relativi. Per quanto riguarda le altre aree la spesa media è stata di 2844 euro nel Nord Est, 2679 euro al Centro e 2071 euro al Sud.

Cresce diseguaglianza tra ricchi e poveri 

Il dato più rilevante e preoccupante però è quello che riguarda la crescita delle diseguaglianze. Nel 2017 la spesa media mensile del 10% delle famiglie più povere, ovvero che consumano meno, è scesa del 5%. Al contrario i consumi del 10% delle famiglie più ricche sono cresciuti del 4,3%.

Flat tax regalo ai ricchi 

L’ampliamento della forbice dovrebbe far riflettere quanti sostengono l’introduzione in Italia della flat tax che, è importante ricordarlo, è stata inserita nel contratto di governo siglato da Lega e M5s. Le stime degli economisti indicano che l’introduzione della doppia aliquota al 15 e al 20% avvantaggerebbe in particolare il 10% delle famiglie più ricche ai cui andrebbe il 50% del risparmio fiscale (25 miliardi sui 50 complessivi). Il restante 90% delle famiglie dovrebbe spartirsi l’altra metà della torta con benefici praticamente nulli per le famiglie più bisognose.

Riforma fiscale è davvero priorità? 

Di fronte alle analisi sugli effetti della flat tax e ai dati Istat sui consumi delle famiglie una domanda sorge spontanea: dare più soldi ai ricchi per far crescere ulteriormente le diseguaglianze è davvero la priorità di questo Paese? M5s e Lega su questo punto dovrebbero fare una seria riflessione.

Salvini assieme ad Armando Siri, l'ideatore della flat tax leghista