[L'analisi] Crisi della classe media italiana: ecco quanti soldi ha perso in 10 anni

In termini percentuali la perdita di reddito è stata superiore al 10%. In termini assoluti da 200 a quasi 400 euro al mese

[L'analisi] Crisi della classe media italiana: ecco quanti soldi ha perso in 10 anni

Lo scorso aprile un rapporto dell’Ocse intitolato Under Pressure: the Squeezed Middle Class ha certificato e denunciato il restringimento della classe media, la fascia della popolazione che più di tutte sta pagando la crisi economica degli ultimi anni. Dallo studio della nota organizzazione internazionale è emerso che sia la consistenza (% della popolazione) che il potere di acquisto è in contrazione in quasi tutti i paesi industrializzati. Impoverimento a cui fa da contrasto la sempre maggiore ricchezza delle èlite, che secondo molti politologi è alla base dell’ascesa dei movimenti populisti.

Perso oltre il 10% del reddito 

Uno studio condotto dal Sole 24 Ore ha quantificato l’impoverimento della classe media italiana negli ultimi 10 anni. L’analisi ha confrontato le dichiarazioni dei redditi del 2008 (anno di imposta 2007, ovvero l’anno in cui è esplosa la crisi finanziaria dei subprime da cui è nata la grande recessione) con quelli del 2018 (anno di imposta il 2017). I risultati sono inequivocabili: in un decennio la classe media italiana ha perso oltre il 10% del reddito.

Una stangata mensile fino a quasi 400 euro 

Il più importante quotidiano economico italiano ha diviso la classe media in due categorie di reddito: da 15 a 26 mila euro e da 26 a 55 mila euro. Per quanto riguarda la prima di queste due fasce la perdita di reddito in 10 anni è stata del 10,4%. In termini reali (ovvero a parità di potere di acquisto) l’erosione di reddito è stata pari a 2350 euro l’anno. Per quanto riguarda invece la fascia tra i 26 e i 55 mila euro il calo di reddito decennale è stato dell’11,7%, pari a 4539 euro l’anno. Una vera e propria stangata rispettivamente di 196 e 378 euro al mese.

Soffrono anche le classi sociali più povere 

Da sottolineare che l’impoverimento coinvolge però la maggior parte della popolazione con il 43,8% degli italiani che non arriva a 15 mila euro. Anche per questa categoria il potere di acquisto è diminuito con una erosione del reddito a parità del potere di acquisto del 13%.

Crisi della classe media pericolosa per la democrazia 

La storia insegna che il peggioramento delle condizioni della classe media è molto pericoloso per la salute di una democrazia. I motivi sono diversi. Il primo è che viene a mancare il principale contributo al finanziamento dello stato sociale. Il secondo è che si deteriora il livello culturale del paese. Il terzo, infine, è che aumentano i problemi legati alla sicurezza dato che la classe media ha tipicamente tassi di criminalità più bassi rispetto alle classi sociali più povere. Un mix di condizioni sociali ideali per far crescere il consenso dei movimenti populisti con le conseguenze a cui tutto questo può portare (la storia del XX secolo è molto chiara in proposito).

La crescita economica italiana dal 2005 in poi 

Nel grafico di sotto i tassi di crescita trimestrali annualizzati dell'economia italiana dal 2005 in poi. Sono evidenti le 2 recessioni acute, la breve recessione del 2018 e tassi di crescita inferiori rispetto a quelli pre crisi. Senza un ritorno alla crescita economica in pericolo non sono solo i conti pubblici ma l'intera democrazia italiana, che difficilmente potrà resistere all'ascesa dei populismi e alla tentazione dell'uomo forte.


source: tradingeconomics.com