Contratti di affitto, uno sguardo sulle diverse tipologie

Contratti di affitto, uno sguardo sulle diverse tipologie
di Adnkronos

(Adnkronos) - Prendere casa in affitto, o affittare un proprio immobile per metterlo a reddito, sono decisioni che vanno ben ponderate specie sotto l'aspetto della tipologia di contratto di affitto che viene stipulato. Esistono infatti diverse tipologie di contratti di affitto, ciascuna con le proprie caratteristiche legate per esempio alla durata del contratto stesso o alla tipologia di canone. A prescindere dalla tipologia, esistono regole generali che riguardano la stipula di un contratto di affitto. Il contratto di locazione costituisce un diritto reale di godimento, mediante il quale una parte, il proprietario dell'immobile detto locatore, si obbliga a far godere un'altra parte, detta locatario, un immobile per un certo periodo di tempo e dietro il pagamento di un canone mensile.

Il contratto di affitto o di locazione deve sempre contenere:

- le generalità delle due parti

- la descrizione dell'unità immobiliare locata (indirizzo, numero vani, pertinenze)

- i dati catastali necessari per registrare il contratto

- l'importo del canone mensile di locazione

- la durata della locazione

- la clausola relativa alla documentazione sulle prestazioni energetica degli edifici (APE)

Tipologie di contratti di affitto

Nel nostro Paese sono previste diverse tipologie di contratti di affitto o locazione. Vediamo quali sono:

· A canone libero: è una delle forme più utilizzate e prevede un canone determinato liberamente dalle parti. È noto anche come contratto 4+4, in quanto la legge ha stabilito una durata di 4 anni prorogabili tacitamente per altri 4, salvo disdetta da inviare 6 mesi prima della scadenza dei primi 4 anni di locazione

· A canone concordato: è una tipologia che prevede di stabilire l'importo del canone in base agli accordi territoriali della zona in cui è ubicato l'immobile. Questo implica che le parti non possono accordarsi liberamente sul canone, che viene stabilito sulla base di alcuni parametri come ubicazione, metratura, finiture. La durata non può essere inferiore a 3 anni

· A canone concordato convenzionato: è noto anche come contratto 3+2, ovvero con durata di 3 anni con possibilità di rinnovo automatico per altri 2 anni, salvo disdetta. Per stabilire il canone è necessario riferirsi alle tabelle comunali

· Transitorio: permette di concedere un immobile in affitto per un periodo limitato di tempo, minimo 1 mese massimo 18 mesi. Nella stipula è necessario indicare il motivo per il quale le due parti stipulano un contratto di breve durata. Le motivazioni possono essere: -Spostamento temporaneo per motivi professionali -Spostamento temporaneo per motivi di studio -Periodo di apprendistato -Esigenze legate alla formazione professionale -Esigenze legate alla ricerca di lavoro

· Per studenti universitari: prevede un periodo di locazione limitato, minimo 6 mesi massimo 3 anni. Oltre che dagli studenti universitari, può essere sottoscritto anche da chi frequenta un master, un dottorato o un corso di specializzazione. La sede dell'ateneo deve necessariamente essere nella stessa città in cui si trova l'immobile locato. Può essere sottoscritto da un singolo o da un gruppo di studenti