Conte a Cernobbio visita tavola con cibi pericolosi

Conte a Cernobbio visita tavola con cibi pericolosi
di Adnkronos

Cernobbio (Co), 12 ott. (AdnKronos) - Il premier Giuseppe Conteè stato accolto stamattina al Forum della Coldiretti di Cernobbio dove gli è stata mostrata dal presidente nazionale Ettore Prandini e dalla delegata dei giovani agricoltori di Coldiretti Veronica Barbati la tavola con i cibi più pericolosi, provenienti soprattutto dall'estero, a fronte dei numerosi allarmi che sono scattati nel 2019. Subito dopo il presidente del Consiglio si è diretto al convegno su economia circolare e iniziative per l'Africa. Dall'analisi della Coldiretti presentata a Cernobbio sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) relative ai primi nove mesi emerge che sul totale di 281 allarmi che si sono verificati 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole, oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%). I pericoli maggiori per l’Italia sono arrivati dal pesce spagnolo, quali tonno e pesce spada, con alto contenuto di mercurio, e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (Moca), per i quali si riscontra, in certi casi, la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide ecc.), in particolare per quelli importati dalla Cina. Nella black list alimentare - precisa la Coldiretti - ci sono i pistacchi dalla Turchia e le arachidi dall’Egitto per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche. Sugli alimenti importati è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici più che doppia rispetto a quelli made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte più pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul 'Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti' pubblicato in agosto 2019.