Cgil, con l'ok di Camusso passo decisivo di Landini al vertice

Cgil, con l'ok di Camusso passo decisivo di Landini al vertice
di Askanews

Roma, 8 ott. (askanews) - Per Maurizio Landini è una giornata importante, di quelle da segnare nella propria agenda in rosso. L'ex capo dei metalmeccanici della Fiom e attuale segretario confederale della Cgil potrebbe fare un passo avanti, quasi decisivo, verso la guida di corso d'Italia. La leader uscente Susanna Camusso dovrebbe infatti sciogliere la riserva e proporre oggi, alla segreteria confederale, Landini come suo successore.Camusso, il cui mandato scadrà il 3 novembre e che guiderà l'organizzazione fino al congresso di Bari (22-25 gennaio), potrebbe però anche disegnare il profilo del nuovo numero uno del sindacato. Il percorso congressuale con i relativi giochi di alleanze, anticipati da Askanews ("Cgil, le manovre per il dopo Camusso: parte la rimonta di Landini" dell'11 settembre), dovrebbe dunque registrare una decisa accelerazione in vista dei congressi di categoria che delineeranno le forze in campo.L'avanzata di Landini è una vera e propria sorpresa. Ai nastri di partenza c'erano tre candidati: Vincenzo Colla, 56 anni di Alseno (Piacenza), segretario confederale esponente dell'ala riformista; Serena Sorrentino, 40 anni di Napoli, numero uno della funzione pubblica; e Maurizio Landini, 57 anni di Castelnovo ne Monti (Reggio Emilia). Candidature non ufficiali, non avanzate in maniera formale. Per prassi è il segretario generale uscente a indicare il nome del nuovo leader.Alla vigilia l'ex capo delle tute blu era considerato il candidato meno forte. Col passare del tempo i rapporti di forza interni si però sono ribaltati. Nelle assemblee di base, nei luoghi di lavoro, Camusso ha raccolto l'indicazione che Landini può essere l'uomo giusto per guidare una confederazione complessa come la Cgil. E in segreteria questo dirà. In origine il candidato del segretario uscente era in realtà Sorrentino. Giovane, molto apprezzata, la numero uno della categoria dei lavoratori pubblici ha pagato qualcosa in termini di esperienza e visibilità esterna. Il passaggio che consente ora a Camusso di puntare su Landini è rappresentato dal passo indietro, o per meglio dire la non candidatura, di Sorrentino ufficializzato a metà settembre.Colla era partito molto forte, potendo contare sull'appoggio dei pensionati dello Spi e delle categorie dei chimici-tessili (Filctem), edili (Fillea), trasporti (Filt) e telecomunicazioni (Slc). Ritenuto espressione autentica del cosiddetto "modello emiliano", il segretario confederale è fautore della concertazione e considerato molto pragmatico. Colla incarna un modello di sindacato differente da quello di Landini, più movimentista e in grado di dialogare non solo con le forze parlamentari tradizionali, Pd e vari cespugli della sinistra, ma anche con i Cinque Stelle, che riscuotono molte simpatie nella base della Cgil. Dalla sua Landini ha anche una popolarità e una leadership naturale riconosciuta.L'investitura di Landini è tanto più sorprendente se si considera che i rapporti con Camusso sono stati a volte complicati, in modo particolare ai tempi della Coalizione Sociale, un progetto finito poi nel dimenticatoio e che avrebbe dovuto mettere insieme associazioni e sigle di sinistra in aperta contrapposizione col Partito democratico di Matteo Renzi. A quanto pare Colla non intende, per ora, sventolare la bandiera bianca. Ex segretario dell'Emilia Romagna, il sindacalista è molto radicato nell'apparato.Il suo principale alleato è Ivan Pedretti, segretario generale dei pensionati dello Spi. Categoria con molti iscritti, nello Spi iniziano però a farsi strada idee diverse da quelle di Pedretti e a non considerare Landini come l'uomo da evitare a tutti i costi. A questo punto Landini, con il via libera di Camusso, potrà contare sull'appoggio di Sorrentino, della Flai di Ivana Galli, della Fiom di Francesca Re David, della segreteria nazionale con l'eccezione di Roberto Ghiselli, che dovrebbe restare con Colla, e gran parte delle regioni. E completare, così, la rimonta.