E’ boom dello smartworking. L’esperto: “Non è una fregatura per i dipendenti ma non mancano i rischi”

Tiscali.it ha parlato del tema con uno dei massimi esperti in Italia, il sociologo Patrizio Di Nicola

E’ boom dello smartworking. L’esperto: “Non è una fregatura per i dipendenti ma non mancano i rischi”

Anche in Italia i numeri dello smart working incominciano a diventare interessanti. Secondo i dati del Politecnico di Milano i lavoratori smart sono circa 250 mila, ovvero il 7% dei dipendenti. Rispetto al 2013 sono cresciuti del 40%. Significative anche le cifre che riguardano il numero di aziende coinvolte. Nel 2016 è stato adottato dal 30% delle grandi imprese contro il 17% dell'anno precedente. 

Boom figlio della rivoluzione digitale 

Un vero e proprio boom dunque figlio della rivoluzione  digitale in corso. In molti settori l’utilizzo massiccio delle nuove tecnologie rende sempre meno necessaria la presenza fisica sul luogo del lavoro. La valutazione delle prestazioni non si basa più sul tempo passato in ufficio ma sui risultati ottenuti ovvero sul raggiungimento degli obiettivi.

Il Parlamento lavora a ddl sul Lavoro Agile

Un cambiamento dunque non solo tecnologico ma anche culturale come dimostra il ritardo delle piccole e medie imprese dove l’adozione dello smart working si ferma la 5%. La diffusione nelle grandi aziende sta però rendendo obsolete le attuali leggi sul mercato del lavoro. Il Parlamento sta lavorando ad un progetto di legge ad hoc che ha preso il nome di Lavoro Agile, sul quale c’è grande attesa. Tra i principi che sancirà vi sarà anche quello di parità di trattamento economico e normativo tra i lavoratori agili e gli altri dipendenti che svolgono le proprie mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

Smart working è vera opportunità per i lavoratori? 

Apparentemente lo smart working si presenta come una grande opportunità per i lavoratori che finalmente possono liberarsi dalle catene dell’ufficio e dell’orario fisso. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto al sociologo Patrizio Di Nicola, uno dei massimi esperti in Italia sull’argomento. Per lo studioso “lo smartworking  è positivo” ma “non mancano i rischi” perché “lavorare per obiettivi è più faticoso”. Se "i risultati da ottenere non vengono definiti correttamente" il pericolo è quello di cadere "nel lavoro a cottimo". L’intervista integrale a Di Nicola si può ascoltare nella clip audio di sopra.

Altri rischi del lavoro da casa decisamente meno gravi del lavoro a cottimo