Bentivogli: con i robot fine del lavoro? No, è una fake news

di Askanews

Roma, 8 apr. (askanews) - La "fine del lavoro" causata dai sistemi di intelligenza artificiale e, quindi, dall'utilizzo delle macchine al posto delle persone è la solita "fake news, forse la peggiore" di tutte. In realtà, ogni cambio di paradigma produttivo-industriale porta con sè una "tecnofobia" che immagina la fine del lavoro che tuttavia "non finisce, ma cambia". E' questa la riflessione del leader della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, contenuta nel suo libro "Contrordine compagni", edito da Rizzoli, in cui con un approccio ottimista delinea un "manuale di resistenza alla tecnofobia per la riscossa del lavoro e dell'Italia".Il numero uno dei metalmeccanici della Cisl spiega "quale sarà il ruolo del lavoro rispetto alle tecnologie che stanno cambiando non solo le produzioni, ma anche la vita delle persone". Bentivogli affronta l'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sul modo di lavorare e "cosa bisogna mettere in campo per anticipare questo cambiamento". Il passaggio sarà breve e con effetti compensativi "se il Paese si preparerà in anticipo al cambiamento - è la sua tesi - il sindacato sarà molto coinvolto e dovrà cambiare pelle".Il segretario generale della Fim ha ricordato che il sindacato ha protetto e difeso i posti di lavoro. La nuova sfida è "diventare soggetto sociale attraverso la difesa e promozione delle professionalità. Bisognerà inserire in tutti i contratti di lavoro il diritto soggettivo alla formazione. E' fondamentale". I contratti nazionale resteranno la cornice delle "garanzie minime" in termini di diritti e doveri. Poi sarà sempre più importante la contrattazione "vicino al posto di lavoro, quindi in azienda o nel territorio". Anche la politica dovrà fare la sua parte, superando la legislazione del '900 accompagnando con leggi più coerenti questo "grande cambiamento", ha concluso.