Banche,Micossi:rimborsi, dioscuri populisti violano princìpi legge

Banche,Micossi:rimborsi, dioscuri populisti violano princìpi legge
di Askanews

Roma, 12 feb. (askanews) - "I dioscuri populisti anche qui cavalcano il malcontento, violando i principi di legge e accarezzando le masse infuriate dei risparmiatori, senza troppo curarsi di spiegare ai contribuenti che il costo ricadrà su di loro". L'economista e direttore generale di Assonime Stefano Micossi, in un commento su Inpiù, boccia senza appello le misure introdotte dal Governo gialloverde nell'ultima legge di bilancio per rimborsare i correntisti e azionisti 'truffati' dagli istituti di creedito."Fin dalla liquidazione delle quattro piccole banche (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara) nel novembre del 2015 - premette l'economista - la questione delle perdite dei risparmiatori ha agitato le acque politiche, conducendo a una serie di provvedimenti di ristoro di crescente ampiezza, fino alle disposizioni dell'ultima legge di bilancio con le quali si stabilisce il rimborso tout court dei risparmiatori per le obbligazioni junior (convertibili in azioni) fino al 95% e addirittura per le azioni, fino al 30% delle perdite, con un tetto di 100.000 euro. Tale disposizione è in aperto contrasto con le norme europee sulla risoluzione delle banche (BRRD) e le norme sugli aiuti di Stato!."La ragione - sottolinea Micossi - è semplice: con le norme europee si voleva evitare che il costo delle crisi bancarie venisse scaricato sui contribuenti, perciò fu stabilito che il costo dovesse ricadere sugli azionisti e sui creditori delle banche, in un certo ordine di priorità in cui vengono prima l e azioni, poi le obbligazioni convertibili in capitale, le obbligazioni senior non garantite, eccetera, fino a depositi al di sopra del limite garantito contro ogni perdita (fino a 100.000 euro)"."In precedenza, vari interventi normativi avevano seguito una strada più rispettosa della normativa europea, prevedendo che: (i) i risparmiatori meno abbienti potessero essere compensati in maniera forfettaria per le perdite sulle obbligazioni convertibili, ma meno del 100%; (ii) oppure, il rimborso avrebbe dovuto essere stabilito attraverso una procedura arbitrale (che Renzi volle affidata all'Autorità anti-corruzione, in sfregio a Bankitalia e Consob), dopo l'accertamento di pratiche di vendita non corrette (misselling) da parte delle banche, in ogni caso sempre al di sotto del 100%"."In nessun caso era previsto il rimborso degli azionisti, dato che le azioni sono per definizione capitale di rischio, e nessuno potrebbe seriamente sostener e di non esser stato informato delle connesse possibilità di perdita. I dioscuri populisti dunque anche qui cavalcano il malcontento, violando i principi di legge e accarezzando le masse infuriate dei risparmiatori, senza troppo curarsi di spiegare ai contribuenti che il costo ricadrà su di loro. Naturalmente, cogliendo l'occasione anche per attaccare le banche e la Banca d'Italia. Invece di migliorare l'educazione finanziaria - conclude Micossi - si spinge la tesi che quando si investe, se il risparmiatore guadagna, si tiene i frutti, se perde, paga Pantalone.