Mafia, Bagarella aggredisce a morsi un agente. L'avvocata: "Non è per protesta 41bis ma per sue condizioni salute"

L'aggressione è avvenuta mentre il detenuto in regime di 41bis veniva accompagnato nella sala delle videoconferenza per assistere alla nuova udienza

Mafia, Bagarella aggredisce a morsi un agente. L'avvocata: 'Non è per protesta 41bis ma per sue condizioni salute'
TiscaliNews

Il boss Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina e superkiller di Cosa nostra ha aggredito con un morso un agente del Gom della polizia penitenziaria nel carcere di Bancali, a Sassari. L'aggressione è avvenuta mentre il detenuto in regime di 41bis veniva accompagnato nella sala delle videoconferenza, da dove avrebbe dovuto assistere a distanza all'udienza del processo in corso davanti alla Corte d'Assise di Palermo sulla trattativa Stato-mafia.

L'aggressione

Bagarella è andato in incandescenza all’improvviso. L'agente è rimasto lievemente ferito, ma poi anche il boss ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell’infermeria, perché dopo l’aggressione al poliziotto era ancora in stato di agitazione. Anche per questa ragione, ha rinunciato a partecipare all’udienza, che è dunque iniziata in ritardo. In primo grado, Bagarella è stato condannato a 28 anni, ma sta scontando anche diverse condanne all’ergastolo.

Il difensore: "Non è per protesta ma per condizioni salute"

"Non ho notizie dirette del fatto che sarebbe accaduto, riportato sulla stampa nazionale, ma sono certa - dice l'avvocata di Bagarella, Antonella Cuccureddu - che se fosse accaduto nei termini riportati, non sia affatto da interpretare come una manifestazione di protesta contro il regime detentivo speciale cui è sottoposto da 25 anni, ma che derivi piuttosto da uno stato fisico gravemente compromesso che genera un malessere tale da condizionare le sue condotte".