Auto: quelle meno ecologiche pagheranno più tasse. Salvini frena. Di Maio precisa: "Niente penalizzazioni per le famiglie"

Gli autoveicoli potrebbero essere tassati in base alle emissioni di Co2. Incentivi invece per quelli che inquinano meno. Ma imprenditori e sindacati sono già in allarme e il vicepremier del Carroccio frena. Il leadaer pentastellato: "Al senato miglioreremo la normativa"

Auto ecologica
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TiscaliNews

Arriva nell’Aula della Camera la Legge di Bilancio dove probabilmente l’esecutivo porrà la questioe di fiducia. Non ci sono ancora le modifiche per renderla “compatibile” con le attese della Ue ma il passaggio è fondamentale. Il governo intanto ha previsto un vertice per mettere a punto degli aggiustamenti sulla manovra che pone problematiche sul costo del reddito di cittadinanza e su Quota 100 per le pensioni. Nella legge di bilancio poi spuntano a sorpresa alcuni provvedimenti che fanno e faranno discutere. Spunta per esempio il bonus malus per le auto in base alle emissioni di Co2.

A questo proposito il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha voluto chiarire le sue intenzioni e quelle del governo. "Non vogliamo assolutamente penalizzare le famiglie che oggi hanno difficoltà e a volte acquistano l'auto meno costosa col motore meno performante, come la 'Pandarella', come la chiama il ministro dell'Ambiente Costa, o la Punto. E tanto meno creare uno shock al mercato dell'auto in Italia, ai costruttori e ai lavoratori: chi può lo può dire meglio di me che sono di Pomigliano d'Arco, la mia città è cresciuta intorno a quella che fu l'Alfasud", ha spiegato il ministro, tornando in una diretta Facebook sulle polemiche seguite all'emendamento alla legge di Bilancio sulla tassazione delle
auto. La norma, ha ricordato, "è passata in legge di Bilancio così alla Camera, ma al Senato la possiamo migliorare ancora". Quindi, ha concluso, il tavolo con i costruttori e i consumatori annunciato in precedenza verrà fatto "al più presto, perché la legge di Bilancio va al Senato la prossima settimana".

Il bonus malus per le auto

La novità arriva con un emendamento approvato dalla commissione bilancio della Camera. Dal primo gennaio 2019 ci sarà una imposta crescente - dai 150 ai 3.000 euro - se si immatricolerà un'auto nuova con emissioni superiori ai 110 g/km, mentre sarà dato un incentivo - da 6.000 a 1.500 euro - per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2. Se prendiamo ad esempio il modello più venduto in Italia - spiega l'Anfia - la Panda 1.2 prodotta a Pomigliano, tra le vetture non ibride con le più basse emissioni di CO2, con il nuovo sistema si pagherà un'imposta che varia dai 400 ai 1.000 euro. Il vantaggio sarà quindi solo per chi comprerà costose auto elettriche.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, parla di "un bonus malus sulle auto che permette di pagare meno tasse e avere meno aggravi in base a quanto fa di emissioni la macchina. Le auto elettriche costeranno di meno e finalmente le portiamo sul mercato, dove finora hanno avuto una quota irrisoria. Ci saranno fino a 6 mila euro di incentivi per l'acquisto di un'auto elettrica". L'alzata di scudi è stata generale e trasversale.

Imprese e sindacati

Unisce imprese e sindacati. "Finirà che gli operatori del settore auto e i lavoratori dovranno scendere in piazza insieme. Il governo è di nuovo riuscito a unire imprese e lavoratori nella protesta", sottolinea il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz. Parla di "misura miope che non aiuta a rinnovare il parco auto" l'Unrae, l'associazione delle case estere in Italia, mentre per Federauto il provvedimento "disincentiva le vendite con gravi conseguenze occupazionali". Concordano tutti i sindacati. "Dal Governo l'ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente. Queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori", afferma Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl.

Provvedimenti contro l'inquinamento delle auto

"Gli investimenti già programmati verranno messi in discussione, e le ripercussioni saranno pesantissime per l'occupazione", sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim. Per il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, "colpire il comparto dell' auto significa mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro". E' una "misura estemporanea" anche per Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile auto motive, che chiede al governo di "non investire per pochi, ma per le auto di massa ecologiche e nel car sharing ibrido ed elettrico".

La posizione di Salvini

Sull’argomento rischia di spaccarsi anche la maggioranza di governo, visto che Matteo salvini, A Radio anch’io,  è stato il primo a mettere in chiaro la sua posizione: “Io sono contrario ad ogni ipotesi di nuove tasse sull'auto che è già uno dei beni più tassati”.

M5S: non solo bonus malus

Ma il M5S sembra avviato sulla strada delle modifiche. Non è solo il bonus-malus contenuto nella manovra sulle nuove immatricolazioni di auto veicoli che dal 1 gennaio 2019 premierà gli acquisti di vetture ecologiche a rientrare nei programmi: "A questa misura seguirà, a breve, il Piano strategico per la mobilità sostenibile, che sarà pronto nei primi mesi del 2019, e che conterrà indicazioni fondamentali e concretamente operative sul trasporto pubblico per contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali verso il 2030".

Lo annunciano i sottosegretari del Movimento al Mit e al Mise, Michele Dell'Orco e Davide Crippa sul blog delle Stelle. Anche l'emendamento approvato ieri in Commissione sulle auto elettriche è una "misura che abbiamo voluto fortemente e che rappresenta un primo forte segnale di cambiamento nelle politiche per la mobilità che il Governo ha inserito nel proprio Programma" ricordano Crippa e Dell'Orco. Si tratta, commentano, "di una misura già conosciuta e attuata in altri Paesi che premia, in primis, le auto elettriche ma non solo. Rientrano infatti nei parametri incentivati anche auto ibride e a metano.

Riteniamo che si tratti di un primo importante passo per iniziare a stimolare nel nostro Paese il mercato dell'elettrico che in Italia è indietro anche per via del gap infrastrutturale della rete di ricarica su cui pure il Governo sta lavorando. Attraverso questo meccanismo, insomma, diventerà sempre più conveniente acquistare vetture meno inquinanti contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria delle nostre città". Sull'argomento in mattinata è arrivata poi la dichiarazione di chiarimento di Di Maio.