Aumento pensioni per l’adeguamento all’inflazione: ecco gli importi del 2022. Taglio a quelle dei superstiti

Si torna ai tre scaglioni con correttivi un poco più vantaggiosi rispetto alle rivalutazioni degli ultimi anni. L’aumento pieno interesserà solo le pensioni fino a 2.062,32 euro. Tagli ai trattamenti dei superstiti oltre i 20.449,45 euro

Pensionata (Ansa)
Pensionata (Ansa)
TiscaliNews

Da gennaio 2022 le pensioni verranno adeguate all’inflazione prevista. Ne conseguirà dunque un aumento dei trattamenti. A tal proposito si torna ai tre scaglioni con correttivi un poco più vantaggiosi per i pensionati rispetto alle rivalutazioni degli ultimi anni.

Il decreto di cui alla Gazzetta Ufficiale del 26 novembre - si legge su Today.it - spiega che il tasso di rivalutazione da applicare il prossimo anno per adeguare gli assegni pensionistici all’inflazione è dell’1,7 per cento. Si tratta tuttavia di un parametro provvisorio, in quanto è stato calcolato sui mesi gennaio-settembre e per ottobre-dicembre si marcia sulla base di una stima. Per avere il valore definitivo bisognerà aspettare l’inizio del 2023. Questo potrà essere di conseguenza uguale, più alto o più basso e determinare la necessità di un conguaglio in capo ai pensionati.

Nessun conguaglio sul 2020

Quanto ai calcoli sul 2020 non dovrebbero esserci conguagli a gennaio 2022. Infatti – stando a quanto scrive il Sole 24 Ore - "la variazione dell’indice di riferimento calcolato dall’Istat è -0,3%, ma l’adeguamento non può essere negativo e quindi è stato portato a zero".

Manifestazione a difesa delle pensioni (Ansa)

A chi spetta l’aumento pieno

In sostanza è giusto precisare però che non tutte le pensioni saranno aumentate dell’1,7%. L’aumento pieno interesserà le pensioni fino a 2.062,32 euro. Coloro che godono di pensioni più elevate avranno una rivalutazione dell’eccedenza pari a 1,530%. Le ulteriori quote saranno invece rivalutate al 1,275%.

L’esempio

Per fare qualche esempio, una pensione di 2500 euro lordi al mese, con questo meccanismo a fasce, verrà rivalutata a 2.541,76 euro, invece che a 2532,73 come avverrebbe con le regole attuali.

Minime ed assegno sociale

E le pensioni minime? Gli attuali 515,58 euro mensili diventeranno 524,34. Mentre l’assegno sociale passerà da 460,28 a 468.

Pensioni di vecchiaia e anticipate

Cambiamenti anche per i valori soglia minimi relativi alle pensioni contributive.

La pensione di vecchiaia non potrà andare sotto i 702,16 euro mensili (1,5 volte all’assegno sociale) e la pensione anticipata non potrà risultare inferiore a 1.310,69 euro mensili.

Le pensioni ai superstiti

Quanto ai trattamenti ai superstiti questi non andranno incontro a tagli se il reddito è inferiore a 20.449,45 euro. In caso contrario il taglio potrà essere del 25, 40 o 50 per cento.