Carige vola e recupera il 23%, ma la Bce vuole che l'aumento di capitale si faccia subito

Si è assistito al rimbalzo 'tecnico' del titolo, ma la situazione resta preoccupante. Il titolo aveva vacillato nella prima giornata di Borsa aperta dopo l'assemblea di sabato 22 dicembre nella quale l'astensione di Malacalza Investimenti aveva fermato la ricapitalizzazione

Banca Carige sull'ottovolante
Banca Carige sull'ottovolante
di PSO

Carige vola e recupera il 23%. I segnali giunti dalla Borsa di Milano sono confortanti, ma non possono far calare il livello di attenzione. Si è assistito al rimbalzo 'tecnico' del titolo, ma la situazione, ha sottolineato anche il sindaco di Genova Marco Bucci, “resta preoccupante". Ed è per questo che la Bce vuole che l'aumento di capitale si faccia e si faccia subito. I vertici dell'Istituto, il presidente Pietro Modiano e l'a.d. Fabio Innocenzi, e i figli di Vittorio Malacalza, Davide e Mattia, hanno avuto alcuni incontri tecnici a Francoforte con rappresentanti della Bce. In particolare, con Ramon Quintana, direttore generale della divisione incaricata della vigilanza di Carige. La paura è che salti il banco, le pezze vanno messe subito prima che le lancette si mettano al brutto. Grazie all'incontro tra i vertici dell'istituto e l'azionista Malacalza con la vigilanza della Bce, le cose sono andate un po' meglio: si è rafforzato il rimbalzo Carige.

Il titolo aveva vacillato

Il titolo aveva vacillato nella prima giornata di Borsa aperta dopo l'assemblea del 22 dicembre nella quale l'astensione di Malacalza Investimenti aveva fermato la ricapitalizzazione da 400 milioni necessaria a rimborsare il bond sottoscritto per 320 milioni dal sistema bancario, aveva ceduto il 18,7% a 0,0013 euro (ossia 0,13 centesimi). L'istituto in quel momento valeva 73 milioni e la quota dei Malacalza, pari al 27,5% del capitale, 20 milioni. E' proprio il ruolo del maggiore azionista di Carige, cui sono precluse attività di 'direzione e coordinamento' sulla banca - come condizione posta l'anno scorso dalla Bce per il via libera a salire dal 17,6 fino al 28% -, a suscitare qualche domanda in una giornata nel corso della quale prima l'a.d dell'istituto Fabio Innocenzi e il presidente Pietro Modiano, poi i figli di Vittorio Malacalza, Davide e Mattia, hanno avuto incontri alla Bce a Francoforte. Nulla è filtrato dall'incontro.

La lettera ai dipendenti

Di Innocenzi al momento c'è nero su bianco solo in una lettera ai dipendenti datata 24 dicembre, dopo il weekend della assemblea e delle dimissioni di due consiglieri dal cda targato Malacalza, in cui definisce "difficile per me fare riflessioni sull'esito dell'assemblea. E' ovviamente ora la priorità da affrontare per me, Pietro Modiano e il management tutto, e non mancheremo di aggiornarvi appena ci saranno novità". I due fratelli Malacalza (Mattia è a.d della Malacalza Investimenti), sono stati affiancati nell'incontro con la Bce da tre legali: Paolo Ghiglione, che il 22 dicembre ha annunciato e spiegato i motivi dell'astensione che ha bloccato l'aumento di capitale, Andrea D'Angelo e Luca Purpura. Quest'ultimo aveva dato voce lo scorso marzo alle critiche della famiglia sulle modalità della ricapitalizzazione mandata in porto dall'a.d di allora, Paolo Fiorentino, poi estromesso a settembre nel rinnovo del board che ha portato allo stesso incarico Innocenzi, quando la banca capitalizzava oltre 400 milioni. Da allora il tracollo del titolo in Borsa era stato inarrestabile (- 84% il calo da inizio anno) e, oggi, ancora più urgente un intervento del governo invocato, dopo altri sindacati dei bancari, da Cisl e Fit Liguria per evitare che "la comunità ligure, i cittadini, i risparmiatori e i lavoratori siano colpiti dalla distruzione della Carige".

Liguria è con l’acqua alla gola

La Liguria è comunque con l’acqua alla gola. "Manteniamo alta l'attenzione e il supporto alla prima banca del nostro territorio" è stato l'appello su Carige dell'assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Andrea Benveduti. "È indispensabile che la Bce ponderi bene i metodi, i criteri e le strategie di gestione di queste realtà specifiche e le singole peculiarità - afferma in una nota -. La Liguria e Genova, i risparmiatori e le imprese locali non possono perdere l'importantissimo volano di sviluppo, rappresentato da Carige, affidando solo a grandi gruppi transnazionali la gestione del credito. Come Regione, seguiamo la vicenda senza far mancare il nostro supporto nelle azioni di nostra competenza".