[La storia] L’incredibile appello di Soros e altri 17 miliardari: fateci pagare più tasse

La richiesta è stata inviata ai candidati alle presidenziali americane del 2020

[La storia] L’incredibile appello di Soros e altri 17 miliardari: fateci pagare più tasse
George Soros
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

George Soros oltre che per le sue spietate speculazioni finanziarie sarà ricordato nel tempo anche per aver guidato una delle più clamorose proteste della storia: la richiesta di maggiori tasse per i ricchi americani. L’appello oltre che dal finanziere di origini ungheresi è stato firmato da altri 17 miliardari e inviato a tutti i candidati alle elezioni presidenziali Usa del 2020.

I dati sulla concentrazione di ricchezza 

Chi pensa che possa trattarsi di una boutade pubblicitaria sbaglia. La richiesta è stata accompagnata da una serie di dati sulla diseguaglianza in America che fanno venire la pelle d’oca. Lo 0,1% dei più ricchi possiede una ricchezza uguale a quella del 90% della popolazione più povera. Nel 2019, grazie alla riforma fiscale voluta da Trump, lo 0,1% dei più ricchi pagherà una aliquota fiscale del 3,2%, il rimanente 99% degli americani del 7,2%.

La denuncia di Warren Buffet 

Le accuse dei miliardari guidati da Soros seguono quelle di un altro finanziere di fama mondiale, Warren Buffet, che già nel 2011 sul New York Times denunciò di essere tassato meno della sua segretaria.

La patrimoniale con doppia aliquota 

Questa volta c’è però una vera e propria proposta operativa. Secondo i 18 miliardari lo Stato dovrebbe introdurre un prelievo del 2% sulle ricchezze superiori ai 50 milioni di dollari e uno ulteriore dell’1% per quelle sopra il miliardo. Grazie a queste due misure il beneficio stimato per le casse pubbliche sarebbe di ben 3 mila miliardi in 10 anni. Soldi che potrebbero essere usati (è la proposta) per ridurre le imposte delle fasce più povere della popolazione, per migliorare la sanità, per finanziare borse di studio, energie rinnovabili e innovazione.

Lo studio di Piketty 

La necessità di introdurre una patrimoniale sulle élite più ricche è stata sostenuta anche dall’economista Thomas Piketty, nel suo celebre libro del 2013, “Il capitale nel XXI secolo”, uno dei best seller economici più rilevanti del decennio. L’analisi dell’economista francese ha messo sul banco degli imputati il pensiero unico liberista secondo cui se i ricchi crescono ne beneficia tutta la società. Idea su cui si basa la proposta della flat tax tornata in auge anche in Italia grazie alla Lega. Gli studi di Piketty hanno invece dimostrato che la formula non funziona. Il taglio delle tasse ai più ricchi ha avuto come unico risultato quello di far crescere le disuguaglianze sociali ai livelli del 1914.

Il mercoledì nero

Soros ha conquistato la fama mondiale il 16 settembre del 1992 (giorno noto anche come mercoledì nero) quando ha guidato l’attacco speculativo che ha costretto la lira italiana e la sterlina inglese ad uscire dallo Sme (sistema monetario europeo). Operazione che gli ha consentito di guadagnare ben 1,1 miliardi di dollari in un solo giorno.

Disuguaglianze e democrazia 

Il finanziere di origine ungherese non può dunque essere accusato di essere un socialista o peggio ancora un comunista. La sua discesa in campo per chiedere una patrimoniale per i super ricchi dimostra che i livelli di accumulazione della ricchezza in poche mani non sono più sostenibili per le democrazie liberali occidentali, pena il collasso stesso delle istituzioni democratiche.