Addio Rav, arriva Pago Pa: per versare i tributi ora si potrà utilizzare anche lo smartphone

L’Agenzia delle Entrate punta a rendere i pagamenti più sicuri e veloci. Interessati oltre 15 milioni di versamenti all’anno

Pago Pa, possibile pagare anche con lo smartphone
Pago Pa, possibile pagare anche con lo smartphone
di I. Dessì   -   Facebook: I. Dessì

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) dà il benservito al bollettino Rav e al suo posto lancia Pago Pa, in linea con le attese di Agenda Digitale, il documento strategico con cui l’Italia ha previsto come digitalizzare il sistema Paese. La novità mira a rendere i pagamenti dei tributi più sicuri e veloci. La sostituzione avverrà comunque gradualmente e punta a far decollare i pagamenti digitali, inserendosi quindi anche nel novero delle misure per scoraggiare l’utilizzo del contante. Consentirà di individuare le informazioni necessarie al contribuente, di aggiornare l’importo dovuto alla data del versamento e di pagare anche tramite smartphone, ricorrendo all’incluso QR code.

Come spiega il Sole 24 Ore i bollettini Rav relativi a comunicazioni già inviate, come nel caso della rottamazione ter delle cartelle, potranno comunque essere utilizzati. Stessa cosa per le comunicazioni che eventualmente arriveranno ancora con il Rav, almeno fino a quando non si concluderà la fase di transizione.

Il modulo

Ma vediamo di conoscere meglio il nuovo modulo. Come spiega l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, Pago Pa contiene due sezioni da utilizzare alternativamente in base al canale di pagamento scelto: una dedicata alle Banche ed altri canali (con un QR code e un codice Cbill), l’altra per i versamenti presso Poste italiane (caratterizzata dal riquadro Data Matrix). Il modulo può essere utilizzato sia per il pagamento in unica soluzione che per quello in più rate.

Contiene le informazioni relative al destinatario, l’importo, il codice fiscale, l’oggetto del pagamento e la scadenza. La parte più importante è il codice modulo di pagamento di 18 cifre che consente il collegamento alla cartella o all’atto ricevuto.

Agenzia Entrate (Ansa)

I vecchi metodi restano validi

I “vecchi” metodi di pagamento comunque restano validi: si possono dunque continuare a utilizzare i canali fisici e telematici attualmente abilitati (sito, app, banche, poste, tabaccai, ricevitorie, bancomat, sportelli) pagando tramite carta di credito o di debito, addebito in conto corrente o altre modalità previste.

Chi si reca allo sportello fisico potrà consegnare il modulo Pago Pa all’operatore (presso posta, banca o agli sportelli di Ader). Chi versa per via telematica (Portale dell’Ente di riscossione o home banking) dovrà inserire il Codice modulo di pagamento di 18 cifre e riportare l’importo indicato nel Pago Pa.

Smartphone e tablet

In caso di utilizzo di smartphone o tablet tramite app – chiarisce l’Agenzia - sarà sufficiente inquadrare il QR Code o il data matrix in modo che il sistema identifichi immediatamente il relativo versamento da effettuare. Completata l’operazione richiesta, si otterrà in tempo reale l’attestazione dell’avvenuto pagamento, e la Pubblica amministrazione chiuderà in automatico la posizione debitoria aperta.

Il cambiamento

Si tratta di un cambiamento significativo che coinvolgerà un po’ tutti i cittadini e le imprese. Come ricorda il Corriere della Sera infatti, solo nel 2018 sono stati 15 milioni i pagamenti effettuati tramite Rav, in pratica il 90 per cento delle transazioni.