L'eurodeputata accusa Von Der Leyen: "Perché l'Ue sui vaccini si è piegata a Big Pharma?"

La capogruppo della sinistra Aubry chiede una commissione d'inchiesta e il superamento dei brevetti per rendere il vaccino accessibile a tutti. Il video diventato virale del discorso all'Europarlamento

"Come ha potuto la Commissione europea accettare di inchinarsi così davanti alle case farmaceutiche?". "Perché su trattative e contratti non c'è chiarezza?". E ancora, "miliardi di denaro pubblico investiti, ma i brevetti rimangono proprietà esclusiva di Big Pharma" che per di più ottiene profitti stratosferici: di chi è la responsabilità? Domande dure, senza perifrasi, rivolte alla presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen. A porgerle durante un intervento a Buxelles è la capogruppo della sinistra all'Europarlamento, Manon Aubry, il cui video è diventato virale sui social di tutta Europa. L'argomento è quello che più di tutti tiene banco nelle cronache interne, ovvero i vaccini. Commissionati dall'Ue a diverse case farmaceutiche sono realizzati sulla base di contratti siglati a suon di milioni di euro di contributi pubblici. Gli accordi per molte parti sono coperti da segreto, forse proprio perché inadeguati a contenere abusi e costi lievitati oltremodo. "Big Pharma", dice Aubry, ovvero industrie multinazionali che oggi sono nell'occhio del ciclone per via dei gravi ritardi nella distribuzione e delle distrazioni di dosi che rallentano il piano di copertura degli Stati membri dell'Ue. 

L'eurodeputata sconti non ne fa e chiama in causa l'esecutivo, in un momento in cui è ancora feroce l'incidenza della pandemia sulla salute pubblica e sulle economie degli Stati. Le disfunzioni del piano vaccinale, i ritardi nelle consegne delle scorte e la "scandalosa" mancanza di coscienza delle case farmaceutiche, avvolgono la gestione della crisi sanitaria nel caos rendendone più difficile l'uscita. E per Aubry la Commissione ha responsabilità precise.

Aubry all'Europarlamento e a sinistra, seduta, Van der Leyen

Contratti, brevetti, profitti

"Nella gestione della strategia di vaccinazione ho la sensazione che i grandi leader farmaceutici hanno stabilito la legge per lei", tuona la deputata francese. "Prima di tutto su trattative e contratti: non c'è chiarezza a tutti i livelli - afferma -, nessuna informazione sui negoziati nonostante le richieste del nostro Parlamento. Solo tre contratti resi pubblici grazie alle pressioni dei cittadini. E questo è quello che sembrano", dice mostrando un documento con intere parti oscurate. La spiegazione arriva precisa: "Tutte le informazioni più importanti come prezzo, programma di consegna o anche i dettagli delle clausole di responsabilità sono nascosti, mentre per gli altri dovremo aspettare che i laboratori si degnino di pubblicarli. Perché sì, sono loro che decidono". Sulle consegne in particolare, prosegue nel suo intervento, "un pasticcio di ritardi e nessun programma rispettato, senza alcuna sanzione ovviamente".

Non ultimo, l'altro risvolto degli accordi con le case farmaceutiche ovvero la questione dei brevetti che "rimangono di proprietà esclusiva di Big Pharma", nonostante i vaccini siano stati prodotti grazie alle miliardarie sovvenzioni pubbliche. La conseguenza, nota l'eurodeputata, è che "gli Stati non possono produrre su larga scala le dosi di cui il mondo ha così tanto bisogno, perché sono i laboratori che decidono".

"Non si speculi sulla pandemia"

Da tutto questo poi le case farmaceutiche ricavano grandi profitti: "15 miliardi di fatturato e dal 20 al 25 per cento di margine per Pfizer che è felicissimo del successo del suo 'blockbuster'. Sanofi non ha trovato alcun vaccino ma ha trovato 400 posti di ricerca da tagliare e 4 miliardi di euro in dividendi da distribuire". 

"Che confessione di impotenza, signora Von der Leyen - tuona Aubry -. Non spetta a noi qui in questo luogo stabilire la legge? Siamo in grado di imporre ai nostri concittadini una restrizione senza precedenti delle nostre libertà ma non saremmo in grado di stabilire regole per Big Pharma?".

"Subito una commissione d'inchiesta"

Per la capogruppo della sinistra è urgente che venga creata una commissione d'inchiesta che indaghi "sulla responsabilità della Commissione per questo disastro. Abbiamo il diritto di sapere perché dopo tutto questi vaccini sono stati pagati con i nostri soldi, e l'equazione dovrebbe essere semplice: denaro pubblico, appalti pubblici, brevetti di pubblico dominio".

Per uscire dal vicolo cieco nel quale si è caduti lasciando "la nostra salute nelle mani dei privati" c'è un'unica soluzione. "Proponiamo un percorso inverso per porre fine all'onnipotenza dei laboratori. E' ora di abbandonare i brevetti e assicurarsi che non si tragga alcun profitto dalla pandemia - sostiene Aubry -. Questo è l'unico modo per vaccinare rapidamente l'intero pianeta. Paesi ricchi come Paesi poveri, per rassicurare i cittadini che dubitano facendo uscire i vaccini dalle grinfie delle multinazionali".