Meridiana, si può guardare la partita al ministero dopo la trattativa che a 400 persone è costato un posto di lavoro?

In quest'aria da dopo lavoro formalmente non c'è nessuna colpa, nessun reato. Ma è il buonsenso che deve dirti cosa non puoi fare

Meridiana, si può guardare la partita al ministero dopo la trattativa che a 400 persone è costato un posto di lavoro?

Questa foto è una Waterloo sindacale. Questa foto è il simbolo di una disfatta. Si può ridere mentre si mandano a casa le persone? Si può sorridere su Meridiana e sugli esuberi? Si può guardare la partita al ministero dopo la trattativa che a quattrocento persone è costato un posto di lavoro? È normale? È un lavoro ben fatto per un sindacalista? È indifferente se il luogo della mediazione si trasforma in un pub confederale?

Credo proprio di no, e voglio prenderla larga, ricordando il primo precedente che mi è tornato in mente guardando questa foto. Io me lo ricordo quel cartello sulla saracinesca di un negozio, come un pugno nello stomaco: "L'Aquila, ore 3.32. Noi non ridevamo". Era la risposta all'intercettazione dell'infamia, quella che avrebbe reso tristemente celebre l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli. Ve la ricordate? Le scosse, il dialogo con un familiare, le stime sui dieci anni di lavoro, le battute sulla carne di porco... E poi quel ghigno che gli costò assai caro.

Per dire: un tentativo di suicidio, le molotov contro la barca, quella deposizione penosa davanti ai carabinieri che gli facevano riascoltare l'intercettazione: "Gesù, quello non sono io". E subito dopo: "Per carità, sono io che parlo. Ma non sono io che dico quella frase. La dice la persona che era al telefono con me, mio cognato", "I carabinieri devono aver fatto confusione. Ci sarà il nastro no? Lo giuro. È mio cognato. Io ho detto solo "vabbuò", "vabbuò". Sa no, come si dice a Napoli quando si vuole tagliare corto. Guardi ero inorridito anche io quella mattina quando ho sentito quella frase. I-nor-ri-di-to". "Ho detto solo "Vabbuò". Rido di imbarazzo. Si ride anche di imbarazzo, no? E poi che ne so io che è la Ferratella."

Mi immagino già la risposta di questi sindacalisti immortalati mentre al termine della trattativa sugli esuberi della compagnia aerea un tempo sarda guardavano Italia-Spagna. Ma noi cosa c'entriamo? Cosa abbiamo fatto di male?  Io credo che l’immagine dei rappresentanti di categoria di Cgil Cisl Uil che subito dopo aver firmato 406 licenziamenti si mettono sorridenti a vedere l’Italia per un sindacalista sono un orrore paragonabile al ghigno di Piscicelli. Perché ti dice una cosa molto semplice: o è falso quel sorriso, oppure è falsa quella trattativa

 Le agenzie - infatti -  ci raccontano che a Roma, nella sede de Ministero dello Sviluppo economico, il braccio di ferro si era protratto fino al tardo pomeriggio. Il ministro dei Trasporti, Graziano del Rio, insieme alla vice ministra dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova, ha lavorato di fioretto per fare in modo che i sindacati mandassero giù la bozza già inviata ieri a Doha. E le cronache ci dicono anche che l’accordo è stato firmato quasi da tutti (si sono tirati fuori solo Usb e Cobas e i piloti di Apm). Il clima era di pesante ricatto, con un copione ben collaudato. I sindacati hanno accolto la bozza frutto della mediazione, giusto per evitare che Qatar Airways abbandonasse il progetto di salvataggio di Meridiana. E non è finita, perché a questo pallottoliere di vite tritate dai 406 licenziamenti bisogna anche aggiungere le 250 uscite volontarie e il taglio degli stipendi concordato con la compagnia di Doha.

Ora: dopo questa ecatombe, non so come ti possa venire in mente, se fai il sindacalista, di vedere la partita. Ma se proprio ti va, per cancellare un brutto incubo, te la vai a vedere in un bar con gli occhiali da sole, o a casa tua con le finestre chiuse. Formalmente non c'è nessuna colpa, nessun reato, in questa aria da dopo-lavoro. Ma è il buonsenso che deve dirti cosa non puoi fare, per decenza. Questo clima disteso autorizza a dubitare di tutta la trattativa, dello spirito con cui è stata condotta.

Fossi un leader confederale, fossi Susanna Camusso, se venissi a sapere che i miei dirigenti erano davanti a quel televisore, prenderei questa foto e la brucerei in pubblico, dando l'annuncio della decapitazione del gruppo dirigente della mia categoria. Non salverebbe i posti di lavoro persi. Ma la faccia e la dignità di chi ama il sindacato si.