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[La storia] Tesla affonda in Borsa. Ecco perché Elon Musk potrebbe essere sul viale del tramonto

La compagnia automobilistica non ha mai prodotto un utile nei suoi 15 anni di vita ed è indebitata per miliardi di dollari. Lo scorso autunno il noto imprenditore sudafricano, naturalizzato statunitense, ha dovuto lasciare la presidenza e ora è a rischio anche la sua carica di amministratore delegato. In estate, in una drammatica intervista al New York Times, ha confessato di essere “esaurito” a causa del super lavoro

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[La storia] Tesla affonda in Borsa. Ecco perché Elon Musk potrebbe essere sul viale del tramonto
Elon Musk

Il nuovo anno è iniziato a Wall Street con un tonfo che ha fatto molto rumore. E’ quello di Tesla, il noto produttore di auto elettriche di lusso, fondato da Elon Musk. Il titolo ha ceduto quasi il 10% dopo aver annunciato, per il quarto trimestre, vendite sotto le attese del Model 3, il suo modello di punta destinato al mercato di massa.

Taglio del prezzo di vendita delle Tesla

Ma a pesare sul giudizio degli investitori è stato anche l’annuncio di una riduzione del prezzo di vendita delle Tesla negli Stati Uniti (un taglio di ben 2000 dollari) che ha colto tutti di sorpresa. La società ha giustificato la decisione spiegando che si tratta di una misura a sostegno delle vendite future dato che a partire dal 1 gennaio sono stati dimezzati i sussidi dello Stato americano per l’acquisto di auto elettriche.

Bilancio sempre in rosso

Il taglio dei prezzi riduce i margini di guadagno di Tesla che, è importante ricordarlo, nei suoi 15 anni di vita non ha mai chiuso un bilancio in utile. A questo si aggiunge un indebitamento verso i fornitori di ben 3,6 miliardi di dollari. Fino ad ora Tesla ha goduto di un credito di fiducia sconosciuto agli altri produttori automobilistici. E questo soprattutto grazie alla personalità del suo fondatore, Elon Musk, da molti ritenuto il più geniale e ambizioso degli imprenditori viventi.

Tesla Model 3

La confessione shock al New York Times

Ma la stella di Musk da un po’ di tempo ha cominciato ad offuscarsi. E’ stato lui stesso, la scorsa estate, in una drammatica intervista rilasciata al New York Times, a confessare di essere, a soli 47 anni, “esaurito” a causa “di un super lavoro che lo ha portato a trascurare famiglia, amici” e “lo ha costretto ad assumere sonniferi per dormire”. “Dal 2011 – ha proseguito il noto imprenditore – si è fermato solo una settimana, ricoverato a letto con la malaria” ed è arrivato “a lavorare 120 ore a settimana e tutte le 24 ore del suo ultimo compleanno”.

L'indagine della Sec 

La mancanza di lucidità di Musk è stata evidente in occasione del suo tweet in cui ha ventilato il delisting di Tesla dal mercato azionario. Mossa sorprendente per un manager del suo calibro che non solo ha avuto ripercussioni sul valore in Borsa di Tesla ma ha fatto anche scattare una indagine della Sec (la Consob americana) per frode.

L'abbandono della presidenza di Tesla 

Vicenda che è costata all’imprenditore sudafricano, naturalizzato statunitense, la presidenza di Tesla, secondo quanto previsto dal patteggiamento concluso con la Sec che ha previsto anche una multa di 40 milioni di dollari. Musk è riuscito a conservare la carica di amministratore delegato e a rimanere al timone della compagnia automobilistica che ha creato ma la sua posizione non è mai stata debole come ora. Il tonfo in Borsa di inizio anno potrebbe avere delle conseguenze. D’altronde è capitato anche a Steve Jobs di dover abbandonare la guida di Apple.

 

 

 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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